Svegliarsi una volta, poi due, magari tre o quattro, per andare in bagno. Con il passare degli anni può diventare un’abitudine, ma è davvero qualcosa da accettare come inevitabile? Per Umberto Conti, urologo del Valdisieve Hospital, la risposta richiede di capire che cosa provoca quei risvegli nel singolo paziente.
«La funzione minzionale è una delle più complesse dell’organismo», spiega lo specialista. Entrano in gioco la sensibilità della vescica, i meccanismi che ne regolano lo svuotamento e il controllo volontario. Per questo i sintomi possono presentarsi in modo diverso durante il giorno e durante la notte: c’è chi di giorno urina poche volte e, una volta a letto, deve alzarsi ripetutamente.
Negli uomini, una possibile causa è l’ingrossamento benigno della prostata, che può comparire con l’età. Ma Conti invita a non fermarsi alle dimensioni della ghiandola: «Ci sono persone con prostate molto grosse che non si alzano la notte e altre con un ingrossamento lieve che si svegliano tre o quattro volte». A fare la differenza può essere anche la sensibilità della vescica. Possono incidere, aggiunge, fattori alimentari e situazioni di stitichezza.
Il disturbo, chiamato nicturia, può avere più cause: oltre ai problemi della prostata o della vescica, la valutazione medica può considerare la quantità di urina prodotta durante la notte e altre condizioni di salute.
Come si individua la causa? «Sono fondamentali l’anamnesi, cioè il colloquio con il paziente, e la visita», sottolinea Conti. Lo specialista può poi ricorrere, secondo il caso, a esami del sangue e a un’ecografia. Anche annotare gli orari delle minzioni e la quantità di liquidi bevuti può aiutare a descrivere il problema con maggiore precisione.
Le cure dipendono da ciò che emerge dalla valutazione. Secondo Conti, terapie adeguate possono ridurre il numero dei risvegli senza arrivare necessariamente all’intervento chirurgico. E la chirurgia, avverte, non garantisce da sola che la nicturia scompaia: un paziente che si alzava quattro volte potrebbe continuare a svegliarsi, magari tre volte.
Il consiglio dell’urologo è quindi di rivolgersi allo specialista quando i risvegli diventano frequenti o pesano sulla qualità del sonno. Indicazioni sulle abitudini, sull’alimentazione e sull’osservazione dei propri sintomi possono aiutare il paziente a partecipare alla gestione del problema.
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