La decisione della Regione di stanziare nuove risorse (per un totale di 25 milioni di euro) per la valorizzazione del personale sanitario è definita dalla Cgil Toscana "un segnale importante, frutto anche dell'azione contrattuale sindacale, che premia il nostro modello sanitario e chi lo fa funzionare ogni giorno". Per il sindacato "è la dimostrazione concreta che, grazie alla capacità di pianificazione e al confronto con le organizzazioni sindacali, è possibile mettere in campo risorse aggiuntive che premiano il lavoro e consentono di guardare con più fiducia al futuro. Continueremo a stimolare il confronto e a portare avanti le nostre rivendicazioni per garantire diritti, tutele e dignità a tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità toscana".
"Questo risultato rappresenta il frutto del costante impegno che ci ha visto protagonisti, nel corso del 2024 fino ad oggi, nei tavoli di confronto portati avanti con Regione Toscana per dare valore a tutte le lavoratrici e lavoratori che quotidianamente operano negli ospedali, nei presidi territoriali e nei servizi di prevenzione", commenta il segretario generale Cisl Funzione Pubblica Toscana che parla di "segnale veramente importante e motivo di grande soddisfazione" e spiega che "il nostro impegno proseguirà per dare attuazione alle opportunità e novità contenute nelle disposizioni del nuovo contratto collettivo nazionale della sanità, la cui pre-intesa è stata firmata da Fp-Cisl con grande senso di responsabilità verso i lavoratori e di cui attendiamo, dopo lo svolgimento delle previste procedure, l'effettiva entrata in vigore".
"Accogliamo con favore l'annuncio da parte della Regione Toscana dell'investimento di 25 milioni di euro destinati al personale del Ssr, che andranno ad alimentare i fondi contrattuali della dirigenza medica e del comparto. Un segnale positivo che riconosce, almeno in parte, l'impegno e il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il nostro sistema sanitario", affermano poi il segretario generale Uil Fpl Toscana Flavio Gambini e il segretario regionale con delega alla sanità regionale Pietro Casciani che sottolineano però anche "alcune criticità e nodi ancora irrisolti: i fondi stanziati, seppur significativi, non bastano a sanare anni di sottofinanziamento, di dotazioni organiche che dagli anni dell'emergenza Covid si sono ridotte annualmente e i carichi di lavoro ormai divenuti insostenibili. La carenza di personale resta una delle principali emergenze, e senza un piano strutturale di assunzioni". Ancora è "necessario che le risorse vengano distribuite in modo equo tra tutti i professionisti sanitari e non" e "i percorsi di carriera e progetti non devono alimentare disparità".
"Questo risultato rappresenta il frutto del costante impegno che ci ha visto protagonisti, nel corso del 2024 fino ad oggi, nei tavoli di confronto portati avanti con Regione Toscana per dare valore a tutte le lavoratrici e lavoratori che quotidianamente operano negli ospedali, nei presidi territoriali e nei servizi di prevenzione", commenta il segretario generale Cisl Funzione Pubblica Toscana che parla di "segnale veramente importante e motivo di grande soddisfazione" e spiega che "il nostro impegno proseguirà per dare attuazione alle opportunità e novità contenute nelle disposizioni del nuovo contratto collettivo nazionale della sanità, la cui pre-intesa è stata firmata da Fp-Cisl con grande senso di responsabilità verso i lavoratori e di cui attendiamo, dopo lo svolgimento delle previste procedure, l'effettiva entrata in vigore".
"Accogliamo con favore l'annuncio da parte della Regione Toscana dell'investimento di 25 milioni di euro destinati al personale del Ssr, che andranno ad alimentare i fondi contrattuali della dirigenza medica e del comparto. Un segnale positivo che riconosce, almeno in parte, l'impegno e il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il nostro sistema sanitario", affermano poi il segretario generale Uil Fpl Toscana Flavio Gambini e il segretario regionale con delega alla sanità regionale Pietro Casciani che sottolineano però anche "alcune criticità e nodi ancora irrisolti: i fondi stanziati, seppur significativi, non bastano a sanare anni di sottofinanziamento, di dotazioni organiche che dagli anni dell'emergenza Covid si sono ridotte annualmente e i carichi di lavoro ormai divenuti insostenibili. La carenza di personale resta una delle principali emergenze, e senza un piano strutturale di assunzioni". Ancora è "necessario che le risorse vengano distribuite in modo equo tra tutti i professionisti sanitari e non" e "i percorsi di carriera e progetti non devono alimentare disparità".
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