"Il 25 aprile, giorno in cui si celebra la liberazione dal nazifascismo deve essere una festa di tutti. Una festa viva, in cui la memoria non deve essere essere ridotta a retorica o consegnata a cerimonie rituali. Un popolo che non ha una memoria storica condivisa non è in grado di realizzare un futuro degno, per questo anche in Italia è importante lavorare perché questo processo si compia. Ancora non ci siamo ed è un impegno che tutti dobbiamo assumerci". Così Vannino Chiti, presidente dell'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea.
"Shoah, foibe, pur diverse tra loro, devono essere sentite come momenti comuni di riflessione e impegno - aggiunge in una nota -. Deve essere però chiaro che il riferimento alla Costituzione costituisce la premessa indispensabile di questo percorso. E la Costituzione ha il suo fondamento chiaro, condiviso da chi l'ha scritta: è la Resistenza, sono i valori dell'antifascismo, oggi più attuali che mai".
Per Chiti "la questione non è aggirabile con la propaganda o le censure nell'informazione pubblica. Sono valori permanenti". "C'è un tema che mi preme oggi più di altri mettere in primo piano - osserva ancora -. La Costituzione fa sua la finalità della pace" e con l'articolo 11 "la Costituzione ci chiede di fermare le guerre, che la comunità internazionale sappia imporre un cessate il fuoco e pazientemente costruire le condizioni per trattative che realizzino una pace giusta".
"L'augurio che faccio a ognuno di noi - conclude Chiti - è quello che sentiamo l'Italia, l'Unione europea, il destino dell'umanità e del mondo come una causa nostra, per la quale è giusto impegnarsi. Non possiamo stare a guardare".
"Shoah, foibe, pur diverse tra loro, devono essere sentite come momenti comuni di riflessione e impegno - aggiunge in una nota -. Deve essere però chiaro che il riferimento alla Costituzione costituisce la premessa indispensabile di questo percorso. E la Costituzione ha il suo fondamento chiaro, condiviso da chi l'ha scritta: è la Resistenza, sono i valori dell'antifascismo, oggi più attuali che mai".
Per Chiti "la questione non è aggirabile con la propaganda o le censure nell'informazione pubblica. Sono valori permanenti". "C'è un tema che mi preme oggi più di altri mettere in primo piano - osserva ancora -. La Costituzione fa sua la finalità della pace" e con l'articolo 11 "la Costituzione ci chiede di fermare le guerre, che la comunità internazionale sappia imporre un cessate il fuoco e pazientemente costruire le condizioni per trattative che realizzino una pace giusta".
"L'augurio che faccio a ognuno di noi - conclude Chiti - è quello che sentiamo l'Italia, l'Unione europea, il destino dell'umanità e del mondo come una causa nostra, per la quale è giusto impegnarsi. Non possiamo stare a guardare".
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