In Italia ne sono vittime 4 mamme su 10, secondo i dati dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia

È una forma di violenza spesso dimenticata o lasciata in secondo piano, ma come scrive questa mattina La Nazione, che raccoglie anche le testimonianze di diverse donne che l’hanno subita sulla propria pelle, in Italia ne sono vittima 4 mamme su 10, secondo i dati dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia elaborati nella ricerca “Le donne e il parto”, realizzata per conto dell’osservatorio da Doxa.

Si tratta di condotte, spiega il quotidiano, lesive della dignità della donna incinta, partoriente o puerpera, o che ancora sta affrontando un aborto.

Al quotidiano diverse donne hanno raccontato di essersi sentite sole, di non aver ricevuto conforto o solidarietà, o ancora di essere state trattate come se neanche si trovassero nella stanza, di aver fatto solo da spettatrici all’attività medico-sanitaria come dimenticandosi della loro condizione.

Situazioni di fortissimo stress, paura, timori e preoccupazioni che non vengono adeguatamente trattate, ma spesso minimizzato o ignorate, anche se, racconta al quotidiano l’ostetrica Alice Donzelli, le cose stanno iniziando a cambiare, dato che negli ultimi anni le sempre maggiori testimonianze e l’apertura della società verso il problema, unita alla consapevolezza del personale sanitario dell’esistenza del problema, stanno contribuendo ad un cambio di approccio.

La situazione rimane comunque ancora molto difficile, dato che tantissime donne ne sono vittime anche in situazioni molto pesanti dal punto di vista sia emotivo che sanitario, come appunto l’accertamento dell’avvenuto aborto, ma anche per la presenza di forti dolori legati alla gravidanza o alle difficoltà di partorire: molte al quotidiano hanno detto di essersi sentite trattate alla stregua di oggetti, senza alcun riguardo o cautela.

Nonostante i progressi fatti nell’ambito, afferma la dottoressa Donzelli, rimane ancora molto da fare, a cominciare dall’adeguata formazione del personale medico-sanitario che ha in carico le donne: dare un nome alle situazioni è già un primo passo per risolverle, ma adesso serve rafforzare il lavoro.


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