La malattia trasmessa dalle zanzare continua a preoccupare, con casi in aumento in tutta Italia e rischio neurologico per una minoranza di pazienti

Sta meglio l’uomo di 75 anni di Bagno a Ripoli ricoverato per tre settimane a Ponte a Niccheri per infezione da virus West Nile, confermata dai medici in attesa della validazione ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità. Grazie alla buona salute pregressa, è sopravvissuto, ma dovrà affrontare una lunga riabilitazione neurologica.

Il West Nile, ormai endemico in diverse regioni italiane, è trasmesso esclusivamente dalle punture della zanzara comune (Culex). La maggior parte delle infezioni resta asintomatica o con sintomi lievi, mentre solo una piccola percentuale sviluppa forme neurologiche gravi come meningiti o encefaliti.

Non esiste vaccino: la prevenzione si basa sulla lotta alle zanzare e sulle buone pratiche individuali, come eliminare acque stagnanti, usare repellenti e indossare abiti protettivi. L’infettivologo Pierluigi Blanc sottolinea che, con il clima che favorisce la proliferazione delle zanzare, l’Italia si sta “tropicalizzando” e la prevenzione rimane l’arma più efficace.

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