Sorpresi per la decisione del tribunale si dichiarano Carlo Poli e Francesca Cappellini, che assistono alcuni eredi Beacci e che affermano: "Stiamo valutando un eventuale appello".
"La sentenza - spiegano - contraddice tutti i precedenti provvedimenti istruttori, il tribunale di Firenze ha impiegato 24 anni per riconoscere la paternità di Arthur Acton nei confronti della figlia Diana, sono stati necessari ulteriori 5 anni di causa e due costose stime del patrimonio ereditario per giungere a una sentenza con la quale poi è stato negato ogni diritto successorio conseguente allo status di figlia. Ad un primo esame la sentenza appare ingiusta e sembra di poter ravvisare un salto logico giuridico nella motivazione".
"La sentenza - spiegano - contraddice tutti i precedenti provvedimenti istruttori, il tribunale di Firenze ha impiegato 24 anni per riconoscere la paternità di Arthur Acton nei confronti della figlia Diana, sono stati necessari ulteriori 5 anni di causa e due costose stime del patrimonio ereditario per giungere a una sentenza con la quale poi è stato negato ogni diritto successorio conseguente allo status di figlia. Ad un primo esame la sentenza appare ingiusta e sembra di poter ravvisare un salto logico giuridico nella motivazione".
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