Allestita al Memoriale fiorentino delle Deportazioni

Ernesto il bancario, Gilda la direttrice, Italo il contrabbandiere. Persino chi era dalla parte del regime come Maurizio il fascista e Modesto lo squadrista. E poi ancora I Veneziani, "combriccola di giovani dediti all'ozio e al vizio", allontanati per "bonificare" la reputazione libertina che all'epoca la città lagunare portava con sé. Fino al più giovane, l'operaio diciottenne Adelmo.

Sono alcuni 
dei 31 volti che compongono "Adelmo e gli altri, confinati omosessuali in Lucania"mostra sulla persecuzione fascista della comunità LGBTQIA + allestita al Memoriale delle Deportazioni di Firenze nell'ambito delle iniziative organizzate dalla Regione Toscana in vista del 17 maggio, Giornata internazionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

L'esposizione, che resterà aperta nel capoluogo toscano fino al prossimo 26 maggio, fa 
emergere un pezzo poco noto della storia del nostro Paese. Si tratta di un progetto di Agedo Torino che da alcuni anni sta toccando le città italiane da Nord a Sud. A curare la ricerca documentaria è stato Cristoforo Magistro, autore di indagini presso gli Archivi di Stato di Potenza e Matera su persone confinate con l'accusa di "pederastia" e mandate al confine nei paesini del potentino e del materano.
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