L'americana è arrivata con il marito e i suoi difensori

AGGIORNAMENTO 10:05

Capelli a caschetto, magliettina rosa e gonna azzurra ma soprattutto un volto disteso per Amanda Knox, apparsa diversa da quella che era vista l'ultima volta in un'aula di giustizia italiana. A Perugia la sera in cui venne assolta dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher e scarcerata dopo quasi quattro anni.
     
Quel giorno scoppiò in lacrime, trasfigurata e poi sorridente nemmeno 24 ore dopo appena raggiunto l'aeroporto di Roma per tornare negli Usa, a Seattle, con la famiglia.
     
Oggi a Firenze si è rivista la folla di giornalisti e teleoperatori che aveva caratterizzato i processi perugini. Soprattutto cronisti e troupe inglesi e americane.
     
Knox è arrivata presto in aula. Con il marito Christopher. Ha atteso l'inizio dell'udienza sui banchi della difesa parlottando con lui e i suoi difensori, gli avvocati Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati.

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Amanda Knox di nuovo in un'aula di giustizia italiana
. Succede stamani a
Firenze dove è arrivata per partecipare all'udienza davanti alla Corte d'assise d'appello chiamata a stabilire se sia responsabile di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (nell'ambito della vicenda giudiziaria per l'omicidio di Meredith Kercher, compiuto a Perugia e per il quale è stata definitivamente assolta). Processo celebrato dopo che la Cassazione, recependo una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha annullato la condanna a tre anni rinviando il procedimento per valutare la configurabilità del reato in relazione solo al memoriale scritto dall'americana la mattina del 6 novembre del 2007.
     
L'americana è arrivata a palazzo di giustizia con il marito Chris Robinson. Nessuna dichiarazione ai giornalisti ma uno dei suoi difensori, Luca Luparia Donati, ha annunciato che farà dichiarazioni spontanee in aula.

     
Oggi è previsto che arrivi la decisione della Corte.

     
Per Knox, la procura generale di
Firenze ha chiesto la conferma della condanna comunque già scontata con i quasi quattro anni passati in carcere prima di essere assolta in appello per l'omicidio Kercher.
    
Secondo i suoi difensori, gli avvocati Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati, è stata invece "vittima" della "violazione dei suoi diritti di difesa" e del "processo mediatico". Va quindi assolta.

     
Nel processo è costituito parte civile Lumumba (il suo legale Carlo Pacelli ha chiesto la conferma della responsabilità di Knox per la calunnia) oggi non in aula.
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