Il commercio ambulante di Firenze si prepara a cambiare volto. Come scrive stamattina La Repubblica Firenze, Palazzo Vecchio ha annunciato una rivoluzione graduale, con un primo intervento previsto già entro l’estate: le tre bancarelle di piazza Pitti saranno spostate in via provvisoria a piazza Vittorio Veneto, vicino al parco delle Cascine. Qui, secondo l’assessore al commercio Jacopo Vicini, si andrà ad alleggerire la pressione turistica sul centro storico, valorizzando allo stesso tempo nuove aree della città.
A questo si aggiunge lo spostamento definitivo del banco di Santa Felicita, legato ai prossimi lavori di riqualificazione della piazza: la postazione sarà trasferita alle Cascine. L’operazione, sostenuta dalle Gallerie degli Uffizi, sarà completata ad agosto.
Nel 2026 sarà rivisto l’intero sistema del commercio ambulante, con una riforma strutturale. Intanto, già nei prossimi mesi saranno intensificati i controlli su posizionamento, dimensione dei banchi e contrasto al lavoro nero. In prospettiva, si punta a una riqualificazione estetica e funzionale dei banchi, rendendoli più omogenei e meno ingombranti, con una stretta sulla tipologia di merce in vendita per privilegiare la qualità.
Vicini annuncia inoltre un tavolo di lavoro con la Soprintendenza, le associazioni di categoria e il Quartiere 1 per affrontare le aree più delicate, come San Lorenzo, gli ex Uffizi, piazza della Stazione, via Pellicceria e il Porcellino. Il caso più emblematico resta San Lorenzo, dove in aprile un mezzo dei vigili del fuoco rimase bloccato tra i banchi: un episodio che ha riacceso il dibattito su sicurezza e decoro.
Santino Cannamela, presidente di Confesercenti Firenze, sostiene il percorso intrapreso: «Serve una visione più ampia. Penso a nuovi mercati in aree da valorizzare, come piazza Pier Vettori, e alla necessità di riportare servizi, ordine e dignità in luoghi come San Lorenzo, oggi in evidente sofferenza».
Il commercio ambulante fiorentino si avvia così verso una trasformazione profonda e strutturale, cercando un equilibrio tra tradizione, qualità e sostenibilità urbana.
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