Unire musica, poesia e teatro attraverso la conoscenza di Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti. L’obiettivo di 'Per l'amor dei poeti', rassegna di Ugo De Vita al teatro della Pergola di Firenze, quest'anno alla terza edizione. La peculiarità di questa nuova edizione è l'uso della voce e dei testi scelti come spartito e partitura musicale, con le parole lette e dette in tempi "obbligati" da tracce registrate.
Le date (tutti gli eventi iniziano alle 18.15) spaziano tra gennaio, febbraio e marzo: il 9-10 gennaio spazio a 'Umberto Saba. Un ritrattò, mentre il 13-14 febbraio ci sarà 'Giuseppe Ungaretti.
Soldati e altre poesie'. In entrambi i casi la consulenza musicale è di Andrea Sernesi, la produzione di 'Alice in cerca di teatro no-profit'.
Il 26 e 27 marzo ci sarà poi l’appuntamento con 'Voci isolate del Novecento italiano. Come finisse il mondo": tra i poeti che verranno "riscoperti" Eros Alesi.
"Mettere in rapporto parole e musica con Saba e Ungaretti è stato molto difficile, per alcuni aspetti credo che questo si allo spettacolo più difficile tra gli ultimi che ho fatto – spiega De Vita -. Ma a 63 anni si possono fare queste sfide: ho 44 annidi lavoro, ho diretto quasi tutto il teatro italiano e quindi era giusto indirizzare questa sfida". "Senza poesia non esistiamo e non esiste il teatro", il commento del direttore Generale della Pergola Marco Giorgetti.
Le date (tutti gli eventi iniziano alle 18.15) spaziano tra gennaio, febbraio e marzo: il 9-10 gennaio spazio a 'Umberto Saba. Un ritrattò, mentre il 13-14 febbraio ci sarà 'Giuseppe Ungaretti.
Soldati e altre poesie'. In entrambi i casi la consulenza musicale è di Andrea Sernesi, la produzione di 'Alice in cerca di teatro no-profit'.
Il 26 e 27 marzo ci sarà poi l’appuntamento con 'Voci isolate del Novecento italiano. Come finisse il mondo": tra i poeti che verranno "riscoperti" Eros Alesi.
"Mettere in rapporto parole e musica con Saba e Ungaretti è stato molto difficile, per alcuni aspetti credo che questo si allo spettacolo più difficile tra gli ultimi che ho fatto – spiega De Vita -. Ma a 63 anni si possono fare queste sfide: ho 44 annidi lavoro, ho diretto quasi tutto il teatro italiano e quindi era giusto indirizzare questa sfida". "Senza poesia non esistiamo e non esiste il teatro", il commento del direttore Generale della Pergola Marco Giorgetti.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













