E' morto ieri a 104 anni il biologo Pietro Omodeo. La notizia della scomparsa si apprende
dall'Accademia dei fisiocritici di Siena che esprime "cordoglio e commozione" per la morte del suo decano, nel 2011 nominato socio onorario dopo esserne stato componente attivo dal 1951 al
1964 e poi di nuovo dal 2006 al 2010. "Scienziato di fama internazionale Pietro Omodeo è stato uno dei padri della moderna biologia", così lo ricorda l'Accademia.
Nato a Cefalù nel 1919, figlio dello storico Adolfo Omodeo, si laurea in scienze naturali a Pisa e insegna biologia generale, zoologia e biogeografia, evoluzionismo, storia e critica del pensiero scientifico e storia della biologia all'Università di Siena, Padova e Roma Tor Vergata. Cura le principali opere di Lamarck, Darwin e Diderot. È a Siena a partire dal 1949 dove sviluppa anche il suo impegno civile come assessore provinciale alla cultura dal 1951 al 1955 e poi come consigliere comunale dal 1956 al 1960.
Nella sua lunga vita Omodeo attraversa l'esperienza della guerra e della prigionia in Egitto nel Secondo conflitto mondiale. Dopo il rimpatrio in Italia nel 1946, nel 1949 è a Parigi, membro della delegazione italiana del Movimento dei partigiani della Pace. Da Sandro Pertini nel 1979 riceve la medaglia d'oro di benemerito della scuola, della cultura e dell'arte. Negli anni '90 rientra a Siena dove continua fino alla fine a coltivare con passione i suoi studi.
"Ha sempre partecipato attivamente ai lavori dell'Accademia, con interventi e comunicazioni scientifiche fino alla presentazione dei suoi libri su Amerigo Vespucci nel 2013 e nel 2017 e della riedizione del suo volume 'Creazionismo ed evoluzionismo' addirittura nel novembre 2022, ancora in piena
Nato a Cefalù nel 1919, figlio dello storico Adolfo Omodeo, si laurea in scienze naturali a Pisa e insegna biologia generale, zoologia e biogeografia, evoluzionismo, storia e critica del pensiero scientifico e storia della biologia all'Università di Siena, Padova e Roma Tor Vergata. Cura le principali opere di Lamarck, Darwin e Diderot. È a Siena a partire dal 1949 dove sviluppa anche il suo impegno civile come assessore provinciale alla cultura dal 1951 al 1955 e poi come consigliere comunale dal 1956 al 1960.
Nella sua lunga vita Omodeo attraversa l'esperienza della guerra e della prigionia in Egitto nel Secondo conflitto mondiale. Dopo il rimpatrio in Italia nel 1946, nel 1949 è a Parigi, membro della delegazione italiana del Movimento dei partigiani della Pace. Da Sandro Pertini nel 1979 riceve la medaglia d'oro di benemerito della scuola, della cultura e dell'arte. Negli anni '90 rientra a Siena dove continua fino alla fine a coltivare con passione i suoi studi.
"Ha sempre partecipato attivamente ai lavori dell'Accademia, con interventi e comunicazioni scientifiche fino alla presentazione dei suoi libri su Amerigo Vespucci nel 2013 e nel 2017 e della riedizione del suo volume 'Creazionismo ed evoluzionismo' addirittura nel novembre 2022, ancora in piena
attività" spiega il presidente dell'Accademia dei fisiocritici Giuseppe Manganelli ricordando anche la giornata di festa organizzata nel 2019 per i cento anni di Omodeo insieme all'Università di Siena e a Res Viva.
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