Oltre 2.100 persone detenute o in uscita dal carcere coinvolte in percorsi di inclusione sociale, lavorativa e giustizia riparativa in tutta la Toscana: il bilancio è stato tracciato oggi a Firenze, al termine del convegno 'Carcere, inclusione sociale, comunità', organizzato dalla Regione Toscana e da Anci Toscana, che ha visto tre giorni di confronto tra istituzioni, esperti e realtà sociali.
I progetti, finanziati attraverso il Fondo sociale europeo e il Fondo di sviluppo e coesione, si sono svolti su tutto il territorio regionale e hanno previsto servizi di accompagnamento sociale, percorsi di giustizia riparativa, attività di orientamento e formazione al lavoro, tirocini di inclusione sociale.
"Nell'ambito delle nostre competenze - ha dichiarato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana - stiamo destinando sempre più risorse dal lavoro, alla cultura, supporto socio-sanitario, ma occorre un salto di qualità di tutti gli attori coinvolti nell'impegno per l'inclusione dei detenuti". "Dal mondo del carcere arrivano notizie sempre più drammatiche - ha dichiarato l'assessora regionale alle politiche sociali, Serena Spinelli -, però c'è bisogno di interventi strutturali e di un sistema che parte dal carcere ma sia capace di coinvolgere tutta la comunità, non possiamo limitarci a rincorrere l'emergenza".
I progetti, finanziati attraverso il Fondo sociale europeo e il Fondo di sviluppo e coesione, si sono svolti su tutto il territorio regionale e hanno previsto servizi di accompagnamento sociale, percorsi di giustizia riparativa, attività di orientamento e formazione al lavoro, tirocini di inclusione sociale.
"Nell'ambito delle nostre competenze - ha dichiarato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana - stiamo destinando sempre più risorse dal lavoro, alla cultura, supporto socio-sanitario, ma occorre un salto di qualità di tutti gli attori coinvolti nell'impegno per l'inclusione dei detenuti". "Dal mondo del carcere arrivano notizie sempre più drammatiche - ha dichiarato l'assessora regionale alle politiche sociali, Serena Spinelli -, però c'è bisogno di interventi strutturali e di un sistema che parte dal carcere ma sia capace di coinvolgere tutta la comunità, non possiamo limitarci a rincorrere l'emergenza".
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