L'avvocato Katia Dottore Giachino, in merito alle intercettazioni ambientali acquisite dalla procura, nelle quali il suo assistito Daniele Maiorino avrebbe detto “l'ho ucciso”, ha puntualizzato che "quando noi, durante il primo interrogatorio, abbiamo ascoltato quell'ambientale, si è sentito bene 'ucciso', però il soggetto no: non siamo riusciti a captare bene se era 'l'ho' o 'l'hanno' ucciso".
Il testo dell'intercettazione "è stato trascritto dalla procura - ha aggiunto l'avvocato Giachino - però, quando sarà e se dovrà essere, è chiaro che ci saranno periti di entrambe le parti, perché queste sono fonti di prova sulle quali ci dovrà essere il contraddittorio pieno. Quindi anche noi valuteremo la possibilità di mettere dei periti, perché sono essenziali.Questo è un processo che si svilupperà esclusivamente sulle perizie".
L'avvocato Giachino ha aggiunto che il suo assistito davanti al gip "non ha fatto nomi, ma comunque ha rappresentato delle circostanze e rapporti, che erano anche legate a rapporti di vicinato e anche con altri soggetti non necessariamente vicini a lui".
Sul movente, il difensore spiega: "Abbiamo ribadito che è insussistente e inverosimile, perché comunque Cini non era una persona benestante da dire valeva la pena ucciderlo per, indirettamente, ereditare qualcosa".
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