Una folla commossa ha riempito la basilica della Santissima Annunziata per l’ultimo saluto a Celeste Pin, ex difensore della Fiorentina degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta, trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 22 luglio. Un dolore improvviso, che ha colpito Firenze come un fulmine a ciel sereno.
Pin, originario del Veneto, aveva scelto Firenze come casa e cuore. E Firenze oggi ha risposto con una presenza forte, calda, affettuosa. Fiori, striscioni, lacrime. Sull’altare, una cascata di viola.
Sulla bara, la sciarpa della Fiorentina, quella che non aveva mai smesso di amare. In tanti, tantissimi, hanno voluto esserci. Gente comune e grandi nomi del calcio viola: Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Alberto Di Chiara, Moreno Roggi, Gianmatteo Mareggini, Alberto Malusci, Roberto Galbiati.
Presente anche una delegazione ufficiale della Fiorentina con il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Daniele Pradè. Celeste Pin aveva continuato a vivere il calcio da vicino anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, dedicandosi ai giovani e ricoprendo ruoli dirigenziali in diverse squadre toscane. Un impegno discreto ma costante, sempre nel solco della sua grande passione per questo sport.
La chiesa era gremita, carica di silenzio e memoria. I ricordi si rincorrevano tra chi lo aveva visto giocare, tra chi lo aveva conosciuto fuori dal campo, tra chi lo aveva semplicemente incrociato a Firenze, dove era diventato una presenza familiare. Oggi Firenze ha perso un pezzo della sua storia calcistica. Ma l’affetto che si è visto alla SS. Annunziata dice che Celeste Pin, per questa città, resterà sempre un uomo di casa.
Pin, originario del Veneto, aveva scelto Firenze come casa e cuore. E Firenze oggi ha risposto con una presenza forte, calda, affettuosa. Fiori, striscioni, lacrime. Sull’altare, una cascata di viola.
Sulla bara, la sciarpa della Fiorentina, quella che non aveva mai smesso di amare. In tanti, tantissimi, hanno voluto esserci. Gente comune e grandi nomi del calcio viola: Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Alberto Di Chiara, Moreno Roggi, Gianmatteo Mareggini, Alberto Malusci, Roberto Galbiati.
Presente anche una delegazione ufficiale della Fiorentina con il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Daniele Pradè. Celeste Pin aveva continuato a vivere il calcio da vicino anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, dedicandosi ai giovani e ricoprendo ruoli dirigenziali in diverse squadre toscane. Un impegno discreto ma costante, sempre nel solco della sua grande passione per questo sport.
La chiesa era gremita, carica di silenzio e memoria. I ricordi si rincorrevano tra chi lo aveva visto giocare, tra chi lo aveva conosciuto fuori dal campo, tra chi lo aveva semplicemente incrociato a Firenze, dove era diventato una presenza familiare. Oggi Firenze ha perso un pezzo della sua storia calcistica. Ma l’affetto che si è visto alla SS. Annunziata dice che Celeste Pin, per questa città, resterà sempre un uomo di casa.
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