Negli ultimi anni anche Firenze, come il resto del Paese, ha dovuto fare i conti con una pressione migratoria inattesa e con le crescenti difficoltà del settore dell’accoglienza e dell’integrazione.
Questa mattina a La Nazione parla Enrico Sardelli, direttore del coordinamento delle Misericordie Fiorentine, che riconosce come in Italia, e Firenze non è un’eccezione, l’accoglienza sia diventata un problema di non semplice gestione, soprattutto per la mancanza di risorse adeguate per ospitare e integrare le centinaia di persone che ogni anno arrivano nel nostro territorio.
A rendere la situazione ancor più complessa sono i tempi lunghissimi per il passaggio, soprattutto dei soggetti più fragili, dalle soluzioni di prima accoglienza, come appunto le strutture gestite dalla rete della Misericordia, al Sistema di accoglienza e integrazione (Sai): il rischio, spiega Sardelli al quotidiano, è che con tempi così dilatati i soggetti più fragili o che hanno subito traumi particolarmente gravi non siano adeguatamente assistiti, e che finiscano con l’uscire dalla rete e, di fatto, scomparire in mezzo alle strade, diventando preda dei gruppi criminali o sbandati senza fissa dimora, esposti ai rischi di droga e delinquenza.
Il problema, quindi, sta nella mancanza di adeguate risorse da parte delle istituzioni per approntare un sistema che sia realmente in grado di gestire persone in condizioni di fortissima vulnerabilità.Condividi
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