«Cerchiamo veramente di capire i motivi che stanno alla base anche degli spostamenti, delle migrazioni», ha affermato monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, intervenendo al convegno “Stranieri a chi? Stranieri fino a quando?” promosso dalla Fondazione Ernesto Balducci. «Quando le vie legali vengono sistematicamente sbarrate, l’irregolarità non è solo imposta dall’alto, ma si trasforma anche in una risposta dal basso», ha aggiunto.
Gambelli ha sottolineato la responsabilità dell’informazione nel raccontare correttamente i fenomeni migratori, avvertendo contro la semplificazione e la lettura emotiva della realtà. «I giovani rappresentano la speranza: hanno capacità di rischiare, sognare e meno pregiudizi rispetto alle differenze», ha concluso, ricordando l’importanza dei valori di giustizia, solidarietà, ospitalità e dialogo sanciti dalla Costituzione italiana.
Allo stesso convegno è intervenuto anche l’imam di Firenze Izzedin Elzir, che ha posto l’accento sul tema della cittadinanza per le comunità musulmane. «Abbiamo insegnato ai nostri figli non solo il valore della carta d’identità, ma cosa significa vivere e servire la città e il Paese in cui si vive», ha spiegato. Secondo Elzir, il tema della cittadinanza è rimasto quasi completamente assente dalla politica nazionale: «La scuola e le università hanno fatto molto, noi come comunità religiose stiamo lavorando, ma non abbiamo fatto abbastanza, mentre la politica ha fatto quasi niente».
Il convegno ha offerto così uno spazio di riflessione comune tra istituzioni, comunità religiose e società civile su migrazioni, integrazione e partecipazione civica.
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