La decisione del Governo di procedere al commissariamento della Regione Toscana in materia di dimensionamento scolastico "apre una fase che richiede equilibrio istituzionale e capacità di confronto": così la Cisl Toscana rivolendo "un invito a tutte le forze politiche e sociali affinché la scuola non diventi terreno di contrapposizione. La tenuta e la qualità del sistema educativo richiedono uno sforzo comune, capace di unire e non dividere".
Il commissariamento, spiegano in una nota congiunta Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana e Roberto Malzone, segretario generale Cisl scuola Toscana, è "un atto che coinvolge direttamente l'organizzazione della rete delle autonomie scolastiche toscane, con ricadute sugli studenti, sulle famiglie e sulle comunità educative. In questa fase Cisl e Cisl scuola Toscana ritengono prioritario avviare un percorso di dialogo costruttivo tra il ministero dell'Istruzione e le regioni interessate".
Negli ultimi anni, si osserva anche, "la Regione Toscana, come altre, è intervenuta sulla propria rete scolastica per adeguarla alle trasformazioni demografiche. Restano tuttavia specificità locali e situazioni territoriali che richiedono una valutazione attenta e partecipata. Per questo la Cisl in Toscana chiede che ogni intervento di dimensionamento tenga conto delle peculiarità dei territori, evitando accorpamenti non necessari e tutelando in particolare le aree interne e i contesti più fragili, dove la presenza della scuola rappresenta un presidio fondamentale.
In tale prospettiva, non siamo contrari al principio del confronto sulla riorganizzazione della rete, ma riteniamo che esso debba essere accompagnato da criteri chiari, supporti adeguati e tempi sostenibili, affinché la continuità didattica e il diritto allo studio non vengano penalizzati. Una riforma equilibrata nasce dall'ascolto e dalla cooperazione istituzionale".
Il commissariamento, spiegano in una nota congiunta Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana e Roberto Malzone, segretario generale Cisl scuola Toscana, è "un atto che coinvolge direttamente l'organizzazione della rete delle autonomie scolastiche toscane, con ricadute sugli studenti, sulle famiglie e sulle comunità educative. In questa fase Cisl e Cisl scuola Toscana ritengono prioritario avviare un percorso di dialogo costruttivo tra il ministero dell'Istruzione e le regioni interessate".
Negli ultimi anni, si osserva anche, "la Regione Toscana, come altre, è intervenuta sulla propria rete scolastica per adeguarla alle trasformazioni demografiche. Restano tuttavia specificità locali e situazioni territoriali che richiedono una valutazione attenta e partecipata. Per questo la Cisl in Toscana chiede che ogni intervento di dimensionamento tenga conto delle peculiarità dei territori, evitando accorpamenti non necessari e tutelando in particolare le aree interne e i contesti più fragili, dove la presenza della scuola rappresenta un presidio fondamentale.
In tale prospettiva, non siamo contrari al principio del confronto sulla riorganizzazione della rete, ma riteniamo che esso debba essere accompagnato da criteri chiari, supporti adeguati e tempi sostenibili, affinché la continuità didattica e il diritto allo studio non vengano penalizzati. Una riforma equilibrata nasce dall'ascolto e dalla cooperazione istituzionale".
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