“Quest'anno la questura fiorentina perderà 74 operatori per collocamento in quiescenza”

"Il nuovo piano di assegnazioni del personale della polizia di Stato, emanato in questi giorni dal Dipartimento della pubblica sicurezza, per la città di Firenze rappresenta, nella migliore delle ipotesi, un parziale piano di ripianamento, ma certamente non un piano di rafforzamento degli organici". Lo afferma il segretario generale del Siulp fiorentino, Riccardo Ficozzi.
    
"Dei 61 operatori complessivamente previsti in arrivo a Firenze - spiega in una nota -, infatti, solo 28 risultano destinati alla questura e, di questi, ben 20 verranno assegnati al servizio Polmetro", "svolto per oltre un anno senza che venisse assegnato neppure un operatore aggiuntivo dal dipartimento". Secondo Ficozzi "solo oggi, a distanza di oltre dodici mesi, si procede a tali assegnazioni. Nel frattempo, quell'attività è stata garantita sottraendo personale ad altri servizi ordinari".

"Questa situazione - osserva ancora -, aggravata dalla presenza di altri servizi divenuti ormai strutturali, come quelli presso la stazione di Santa Maria Novella, ha determinato per lunghissimi mesi una drastica riduzione del controllo del territorio, portato ai minimi termini e svolto in condizioni di forte rischio per il personale". Inoltre, "al numero complessivo degli assegnati vanno inoltre sottratti 10 operatori destinati al reparto mobile", che "risulta quotidianamente impegnato con decine di unità in servizi su tutto il territorio nazionale, risultando quindi solo formalmente di stanza a Firenze".

Ficozzi evidenzia che "l'assoluta insufficienza di queste assegnazioni risulta ancora più evidente se si considera che la sola questura di Firenze, nel corso dell'anno corrente, perderà 74 operatori per collocamento in quiescenza. A questi vanno aggiunte le decine di pensionamenti già avvenuti nel corso del 2025, che non hanno visto alcun avvicendamento".

"Il problema, purtroppo - conclude Ficozzi - è sempre lo stesso: a Firenze la sicurezza continua a essere oggetto di slogan e di rimpalli di responsabilità, ma non si intravede alcuna concreta prospettiva di inversione di tendenza".
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