L’Alleanza ecologica denuncia incentivi a benzina, Gpl e metano e chiede soluzioni più verdi

"Basta sussidi ai fossili: Firenze sia avanti, non retroguardia". Così, in una nota Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, sociale e climatica in merito al bando "di prossima uscita del Comune di Firenze per la rottamazione dei veicoli più inquinanti".

"Con sorpresa e rammarico apprendiamo che, nonostante le ripetute prese di posizione del mondo ecologista negli ultimi due anni e le numerose proposte alternative avanzate — dal sostegno al car sharing e al car renting, alle minicar elettriche, fino alla rottamazione con rinuncia all'auto privata — il Comune di Firenze si appresta a varare un nuovo bando da due milioni di euro per la rottamazione dei veicoli più inquinanti che, pur includendo alcune misure condivisibili, prevede ancora incentivi per l'acquisto di auto a benzina, Gpl e metano", spiegano. "Proprio Firenze, che ha scelto di candidarsi tra i nove Comuni italiani impegnati nel raggiungimento della neutralità climatica al 2030, vuole davvero collocarsi tra le amministrazioni a finanziare la mobilità fossile?", prosegue l'Alleanza che comprende Aspo Italia, Associazione Pro Cer, Associazione Progetto Firenze, Cittadini Per L'Italia Rinnovabile, EcoFuturo, EcoLobby, Energia per l'Italia, Extinction Rebellion Firenze, Fiab Firenze Ciclabile, Isde Firenze, Legambiente Firenze, Wwf Area Fiorentina e che chiede "all'amministrazione comunale di rivedere questa scelta e di avviare un confronto per orientare le risorse pubbliche verso soluzioni coerenti con gli obiettivi climatici, socialmente giuste e orientate al futuro".

"L'obiettivo di ridurre le emissioni dei veicoli più obsoleti è condivisibile - prosegue Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, sociale e climatica -. Tuttavia, nel 2026 appare ormai inaccettabile continuare a sostenere con risorse pubbliche una mobilità alimentata da combustibili fossili. Si tratta di una scelta anacronistica che contribuisce ad aumentare il peso dei Sad, i sussidi ambientalmente dannosi, ed è in contrasto con gli indirizzi europei sulla transizione ecologica, con la disciplina sugli aiuti di Stato e con il Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), oltre che con le migliori pratiche già adottate da numerosi enti locali italiani".
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