Entro fine marzo saranno pronte 72 Case di comunità in Toscana e almeno una per distretto avrà orario h24; all'interno medici di famiglia, che devono garantire le ore di presenza in base al numero degli assistiti, infermieri di comunità e dei servizi sociali. Lo ha detto questa mattina il responsabile della direzione sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, Federico Gelli, ascoltato in audizione dalla commissione presieduta da Matteo Biffoni.
Dopo aver riassunto le riforme avviate nella legislatura precedente. Gelli ha sottolineato il taglio alle spese con l'avvio di 37 azioni per efficientare il sistema sanitario, a partire dall'energia e dalla spesa farmaceutica: in Toscana ogni anno si spende in farmaci un miliardo e mezzo di euro. Infine, il tema della riforma dell'assistenza territoriale: oltre alle Case di comunità, Gelli ha ricordato l'avvio dei lavori per i grandi ospedali, come ad Arezzo, Pisa, Livorno.
Per il presidente della commissione, Biffoni (Pd) "l'apertura di oltre 70 Case di comunità rappresenta una grande opportunità di riscrivere l'assistenza territoriale. Chiaramente c'è un modello da configurare in maniera nuova, in modo da riconsiderare anche, a cascata, le funzioni e le priorità degli ospedali e dei pronto soccorso. Su questo lavoro devono essere coinvolti la commissione e il Consiglio regionale. Così come - ha aggiunto - va posta attenzione alle questioni del tetto per le assunzioni, al grido di dolore che arriva dal mondo del volontariato anche a seguito di richieste di requisiti sempre più alti, su come far sì che il settore dell'emergenza urgenza diventi di nuovo attrattivo per medici e infermieri".
Dall'opposizione il portavoce Alessandro Tomasi (FdI) ha chiesto maggiori informazioni sulle 37 azioni per il risparmio e sull'apertura delle Case di comunità. "Saranno tutte in funzione a marzo? Quali sono gli standard minimi previsti dal Pnrr? Quali saranno finanziate con il Pnrr e quali con altri fondi perché non si sono rispettati i tempi previsti? Siamo preoccupati che vadano persi finanziamenti importanti".
Nel dibattito Lorenzo Falchi (Avs) ha posto l'accento sulle Case di comunità e sulla necessità, da parte della commissione sanità, "di un approfondimento ad hoc su quello che conterranno, sui modi per ottenere risorse e personale adeguato", mentre Federico Eligi (Casa riformista) ha insistito sulla revisione in tempi brevi della legge 40/2005. "Dobbiamo mettere a pulito le scelte di riforma da fare nel sistema sanitario a partire dalla normativa. Sono scelte che deve fare la politica, perché non vorrei che partisse un gioco al contrario, in cui magari i sindaci protestano e la politica si accoda. O governiamo i fenomeni o li subiamo".
Luca Rossi Romanelli (M5s) ha chiesto soluzioni sulle graduatorie degli operatori sociosanitari, dal momento che ad oggi il vincolo di spesa impedisce di attingere da graduatorie e che "si ricorre quindi a interinali che paradossalmente costano di più" e di "potenziare la presenza degli psicologi di base, dato che la Toscana ha le più alte spese per antidepressivi e ansiolitici d'Italia".
Serena Spinelli (Pd) ha richiamato l'attenzione sulla questione dei farmaci innovativi. "A breve - ha detto - arriveranno sul mercato alcuni farmaci sull'Alzheimer, da prescrivere in fase precoce, e dato che si contano oltre 65.000 toscani con decremento cognitivo, occorre fare una valutazione attenta". Dal centrodestra sono intervenuti tre esponenti di FdI. Jacopo Cellai (FdI) ha chiesto certezze sul "reclutamento e sulla presenza del personale necessario nelle Case di comunità".
Critico Diego Petrucci, secondo cui "le Case di comunità non sono strutture nuove in molti casi, solo strutture esistenti a cui è stato fatto un maquillage, cambiato il nome e rifatti infissi e arredamento. Una grande occasione persa". Ha inoltre spiegato che nelle Case dovrebbero esserci le farmacie, che così pagherebbero l'affitto alle Asl e non ai privati". Infine Enrico Tucci ha sottolineato come "la riforma del pronto soccorso non sia stata declinata in maniera omogenea su tutto il territorio, in tanti passano due giorni in barella al pronto soccorso".
Dopo aver riassunto le riforme avviate nella legislatura precedente. Gelli ha sottolineato il taglio alle spese con l'avvio di 37 azioni per efficientare il sistema sanitario, a partire dall'energia e dalla spesa farmaceutica: in Toscana ogni anno si spende in farmaci un miliardo e mezzo di euro. Infine, il tema della riforma dell'assistenza territoriale: oltre alle Case di comunità, Gelli ha ricordato l'avvio dei lavori per i grandi ospedali, come ad Arezzo, Pisa, Livorno.
Per il presidente della commissione, Biffoni (Pd) "l'apertura di oltre 70 Case di comunità rappresenta una grande opportunità di riscrivere l'assistenza territoriale. Chiaramente c'è un modello da configurare in maniera nuova, in modo da riconsiderare anche, a cascata, le funzioni e le priorità degli ospedali e dei pronto soccorso. Su questo lavoro devono essere coinvolti la commissione e il Consiglio regionale. Così come - ha aggiunto - va posta attenzione alle questioni del tetto per le assunzioni, al grido di dolore che arriva dal mondo del volontariato anche a seguito di richieste di requisiti sempre più alti, su come far sì che il settore dell'emergenza urgenza diventi di nuovo attrattivo per medici e infermieri".
Dall'opposizione il portavoce Alessandro Tomasi (FdI) ha chiesto maggiori informazioni sulle 37 azioni per il risparmio e sull'apertura delle Case di comunità. "Saranno tutte in funzione a marzo? Quali sono gli standard minimi previsti dal Pnrr? Quali saranno finanziate con il Pnrr e quali con altri fondi perché non si sono rispettati i tempi previsti? Siamo preoccupati che vadano persi finanziamenti importanti".
Nel dibattito Lorenzo Falchi (Avs) ha posto l'accento sulle Case di comunità e sulla necessità, da parte della commissione sanità, "di un approfondimento ad hoc su quello che conterranno, sui modi per ottenere risorse e personale adeguato", mentre Federico Eligi (Casa riformista) ha insistito sulla revisione in tempi brevi della legge 40/2005. "Dobbiamo mettere a pulito le scelte di riforma da fare nel sistema sanitario a partire dalla normativa. Sono scelte che deve fare la politica, perché non vorrei che partisse un gioco al contrario, in cui magari i sindaci protestano e la politica si accoda. O governiamo i fenomeni o li subiamo".
Luca Rossi Romanelli (M5s) ha chiesto soluzioni sulle graduatorie degli operatori sociosanitari, dal momento che ad oggi il vincolo di spesa impedisce di attingere da graduatorie e che "si ricorre quindi a interinali che paradossalmente costano di più" e di "potenziare la presenza degli psicologi di base, dato che la Toscana ha le più alte spese per antidepressivi e ansiolitici d'Italia".
Serena Spinelli (Pd) ha richiamato l'attenzione sulla questione dei farmaci innovativi. "A breve - ha detto - arriveranno sul mercato alcuni farmaci sull'Alzheimer, da prescrivere in fase precoce, e dato che si contano oltre 65.000 toscani con decremento cognitivo, occorre fare una valutazione attenta". Dal centrodestra sono intervenuti tre esponenti di FdI. Jacopo Cellai (FdI) ha chiesto certezze sul "reclutamento e sulla presenza del personale necessario nelle Case di comunità".
Critico Diego Petrucci, secondo cui "le Case di comunità non sono strutture nuove in molti casi, solo strutture esistenti a cui è stato fatto un maquillage, cambiato il nome e rifatti infissi e arredamento. Una grande occasione persa". Ha inoltre spiegato che nelle Case dovrebbero esserci le farmacie, che così pagherebbero l'affitto alle Asl e non ai privati". Infine Enrico Tucci ha sottolineato come "la riforma del pronto soccorso non sia stata declinata in maniera omogenea su tutto il territorio, in tanti passano due giorni in barella al pronto soccorso".
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