"Comune che vai, tariffa che trovi. E a volte, in una disparità eccessiva tra territori della stessa regione, qualche famiglia è costretta a rinunciare al trasporto disabili per i costi troppo elevati". I consiglieri regionali Fdi Alessandro Tomasi (portavoce dell'opposizione), Chiara La Porta (capogruppo), Diego Petrucci ed Enrico Tucci, presentano un'interrogazione sulle disparità del trasporto sociale delle persone disabili in Toscana e chiedono al presidente della Regione Giani e all'assessore Monia Monni di intervenire con linee di indirizzo chiare ed eque.
Dal 2023, si spiega in una nota, la Regione Toscana non rimborsa più i costi del trasporto per i centri diurni, che oggi si basano su una compartecipazione alle spese tra famiglie e Società della salute. In mancanza di criteri regionali, ciò produce una disomogeneità tra Comuni. "Questo sistema, che prevede la compartecipazione del cittadino, è di fatto iniquo e crea disparità nell'accesso al servizio e il rischio - sottolineano i consiglieri Fdi - è che i costi possano determinare un ostacolo alla frequenza del centro diurno, come ci segnalano alcuni utenti. Il problema esiste e la Regione deve affrontarlo valutando anche di sostituire l'Isee ordinario con quello sanitario e soprattutto uniformando il sistema con criteri uguali per tutti".
Tomasi propone poi, annunciando un apposito atto, alleggerire i costi che ricadono sulle associazioni, organizzazioni e fondazioni che svolgono servizi sanitari e sociosanitari: "Come hanno fatto in altre Regioni, la Toscana deve esentare dall'Irap gli enti del terzo settore, così che possano avere una boccata di ossigeno che potrà avere ricadute anche sui servizi come quello del trasporto disabili".
Dal 2023, si spiega in una nota, la Regione Toscana non rimborsa più i costi del trasporto per i centri diurni, che oggi si basano su una compartecipazione alle spese tra famiglie e Società della salute. In mancanza di criteri regionali, ciò produce una disomogeneità tra Comuni. "Questo sistema, che prevede la compartecipazione del cittadino, è di fatto iniquo e crea disparità nell'accesso al servizio e il rischio - sottolineano i consiglieri Fdi - è che i costi possano determinare un ostacolo alla frequenza del centro diurno, come ci segnalano alcuni utenti. Il problema esiste e la Regione deve affrontarlo valutando anche di sostituire l'Isee ordinario con quello sanitario e soprattutto uniformando il sistema con criteri uguali per tutti".
Tomasi propone poi, annunciando un apposito atto, alleggerire i costi che ricadono sulle associazioni, organizzazioni e fondazioni che svolgono servizi sanitari e sociosanitari: "Come hanno fatto in altre Regioni, la Toscana deve esentare dall'Irap gli enti del terzo settore, così che possano avere una boccata di ossigeno che potrà avere ricadute anche sui servizi come quello del trasporto disabili".
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