Con piattaforma Mia, già 100 i medici di medicina generale che hanno aderito

La Regione Toscana partecipa alla sperimentazione nazionale sull'intelligenza artificiale promossa da Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Al progetto, finanziato con le risorse del Pnrr, lavora il settore sanità digitale, in collaborazione con i dipartimenti di medicina generale delle aziende sanitarie. Già 100 i medici di medicina generale che hanno aderito e l'intento è arrivare progressivamente a 200.
     
La piattaforma che sarà utilizzata, si spiega in una nota, è "Mia - Medicina intelligenza artificiale", l'unico strumento di Ai in Italia ad aver ricevuto l'approvazione del Garante per la protezione dei dati personali. Affiancherà i medici nell'inquadramento diagnostico di base e nei primi approfondimenti, nella gestione della cronicità selezionando informazioni utili alla rivalutazione periodica del paziente e nelle attività di prevenzione e promozione della salute. La sperimentazione prende il via a gennaio 2026e durerà dodici mesi. A livello nazionale l'obiettivo è coinvolgere 1.500 professionisti del ruolo unico di assistenza primaria, chiamati a testare l'infrastruttura e a migliorarne le funzionalità. In Toscana i cento medici di medicina generale che ad oggi hanno già aderito, su base volontaria, sono distribuiti in tutte e tre le aziende sanitarie regionali. Il ruolo delle Regioni è garantire il coordinamento delle attività e la formazione dei professionisti coinvolti.

"L'intelligenza artificiale può essere uno strumento utile solo se resta al servizio delle persone e del lavoro dei professionisti - dichiara l'assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni -. Per noi l'innovazione ha senso solo se rafforza la relazione di cura, sostiene le decisioni cliniche e migliora la qualità dell'assistenza, senza mai sostituire il ruolo, la responsabilità e l'autonomia del medico".

Per Monni, "la sperimentazione di Mia va esattamente in questa direzione: affiancare i professionisti, offrendo supporti basati su conoscenze validate e su un utilizzo trasparente e controllato della tecnologia, nel pieno rispetto dei diritti, della privacy e della dignità delle persone".
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