“Più pazienti potranno essere trattati in urgenza”

Nuovo protocollo nel percorso terapeutico dell'ictus ischemico valido per tutti e otto gli ospedali dell'Asl Toscana centro: consente di poter curare in urgenza più pazienti colpiti da una patologia tempo-dipendente, prima causa di invalidità in Italia con circa 90mila ricoveri l'anno.
    
Il nuovo protocollo aggiorna il precedente risalente al 2017, un anno dopo la nascita della rete ictus della Asl Toscana centro, la Stroke system, ed è, si spiega, "l'esito finale di un percorso significativo che, negli anni, ha portato ad un innalzamento della qualità" nelle cure: nel 2023 il 28% dei pazienti ha ricevuto un intervento di rivascolarizzazione della fase acuta, a fronte di un obiettivo europeo del 15% mentre i dati sulla mortalità a 30 giorni sono pari a 8,43, sotto la media nazionale di 9,16. Tre le azioni cardini attuate neuroimaging avanzato grazie ad attrezzature sofisticate, ingente formazione dei radiologi, prenotifica del 118 all'ospedale e inizio del trattamento in sala Tc.

    
Riguardo ai macchinari, l'Azienda sanitaria ha adeguato, e in buona parte sostituito, tutte le Tc adottando un neuroimaging avanzato grazie a finanziamenti di Regione e in parte del Pnrr. Le radiologie dei pronto soccorso dei tre ospedali di Firenze, di quello di Prato, di Pistoia, Empoli, Pescia e del Mugello sono oggi in grado di eseguire in urgenza la Tc perfusionale, tecnica evoluta che permette di valutare con maggiore accuratezza la presenza di tessuto cerebrale recuperabile consentendo in casi selezionati di ampliare la cosiddetta finestra terapeutica, cioè l'intervallo di tempo entro il quale è possibile trattare efficacemente un paziente dopo l'insorgenza dell'ictus con la trombolisi o la trombectomia meccanica. Per raggiungere questo risultato, l'Azienda sanitaria ha investito anche nella formazione: coinvolti 150 radiologi oltre a tecnici di radiologia, infermieri e clinici, così da "poter eliminare ogni possibile differenza fra un paziente con ictus che si presenta in un ospedale aziendale decentrato o in un presidio ospedaliero di città". A tutto ciò si è aggiunto il lavoro degli ultimi anni sulla gestione preospedaliera tramite prenotifica di allerta del 118 all'ospedale, per minimizzare il cosiddetto "ritardo evitabile", arrivando a risparmiare fino a 20 minuti.

   
 "Una svolta su più fronti" si evidenzia, coordinata dal direttore del dipartimento delle specialistiche mediche della Asl Pasquale Palumbo, che insieme a Elettra Pellegrino è il referente aziendale "di questa rete tempo dipendente".

"Questo documento - dichiara Palumbo - è l'esito finale di un significativo innalzamento della qualità nello scambio di conoscenze cliniche e nei parametri di intervento su una patologia tempo-dipendente che in Italia costituisce la prima causa di invalidità. A livello aziendale è stato un lavoro multidisciplinare e multiprofessionale in cui sono state impegnate più discipline e professionalità come richiede la gestione di un evento in cui ogni minuto può fare la differenza".
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