L’ex presidente della Cassazione critica la scissione del Csm e la nomina dei giudici

"I principi costituzionali di autonomia e indipendenza della magistratura" non sono "le prerogative di una casta professionale, ma sono valori che la Costituzione disegna come serventi rispetto a un altro principio costituzionale, quello di imparzialità nell'applicazione della legge". Lo ha affermato Margherita Cassano, ex presidente della Corte di Cassazione, intervenendo alla presentazione del libro 'Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma' di Stefano Passigli, oggi a Firenze.

"L'imparzialità è a sua volta correlata al principio di uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini dinanzi alla legge", ha aggiunto Cassano, che nel suo intervento ha evidenziato, fra l'altro, criticità nella proposta di scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e nel sistema di nomina dei membri laici, come pure dubbi sulla coerenza della riforma riguardo alla composizione dell'Alta Corte Disciplinare (dove siederanno "sia pubblici ministeri che giudici") e alla nomina dei giudici di Cassazione.

"Se in qualche modo nell'esposizione mi sono un po' accalorata - ha sottolineato - è perché vedo in qualche modo incrinato e culturalmente delegittimato un impianto costituzionale che non è posto a tutela del corpo professionale dei magistrati, ma a tutela dei cittadini". Il dibattito pubblico sulla riforma della giustizia in vista del referendum, secondo Cassano, "purtroppo spesso si riduce semplicemente a slogan, a tentativi di sopraffazione retorica dell'uno sull'altro, con la conseguenza che i cittadini sono assolutamente disorientati e non sono messi in condizione di conoscere innanzitutto la Costituzione".
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