Lavoratori e sindacati chiedono sicurezza sul lavoro, legge sull’omicidio colposo e tutela dei migranti

Un centinaio di persone, secondo gli organizzatori, nel tardo pomeriggio a Firenze per il presidio promosso dall'Usb davanti al cantiere Esselunga di via Mariti in occasione dei due anni dalla strage in cui persero la vita cinque lavoratori. "Non volevamo scendere in piazza solo per la ricorrenza - dice Dario Furnari - o per un fatto simbolico. Per noi la lotta è quotidiana, perché nei fatti, numeri alla mano, che poi sono persone, donne e uomini che lavorano, la strage continua".

A questo proposito l'esponente Usb è tornato anche sulla legge di iniziativa popolare per introdurre il reato di omicidio sul lavoro. "La legge è in Senato, è però evidente la mancanza di volontà, da ogni parte politica, di mettere al centro questo tema, come tanti altri, a partire dai salari". Secondo Furnari "dobbiamo rafforzare tutte quelle figure come ispettori o rls che permetterebbero di alzare la la difesa la tutela della salute e della sicurezza".

E poi la legge sulla cittadinanza. "Quattro delle persone morte qui erano migranti, ma noi chiudiamo alla possibilità per lavoratrici e lavoratori di fare ingresso in Italia"; persone che "contribuiscono alla crescita del nostro Paese. Qui si pensa alla produttività, non a chi lavora e lo fa in delle condizioni vergognose. Perché oggi - sottolinea Furnari - è povero anche chi lavora".

In merito al futuro dell'area di via Mariti, aggiunge, l'auspicio è quello "di vedere un parco, un luogo di socialità e aggregazione, ma ancora siamo in alto mare. Chiediamo che il Comune, per quanto gli compete, proceda in una direzione chiara".

Al presidio, oltre all'Usb, hanno aderito, tra gli altri, Cobas, Cub, Potere al popolo, Prc, Possibile, Cpa e Carc.
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