Mercafir come "laboratorio avanzato di rigenerazione urbana per il rione di Novoli, capace di integrare innovazione logistica, ecologia integrale, filiere agroalimentari locali e lavoro di qualità". Questa la proposta integrata di Cgil e Legambiente Firenze, l'Unità di ricerca Ppcp del dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze e la Fondazione Bioarchitettura, che chiedono l'apertura di un confronto all'amministrazione comunale.
I punti principali riguardano anzitutto un piano urbanistico di Novoli (più aree verdi, interramento di viale Guidoni "fondamentale per ricucire urbanisticamente il quartiere e migliorare la qualità dello spazio pubblico") e la costruzione di un nuovo Centro alimentare polivalente più efficiente (per ridurre i costi logistici e diminuire la permanenza dei mezzi pesanti nell'area, con benefici ambientali ed economici).
Quindi la riduzione delle emissioni: "Secondo studi scientifici - viene spiegato in una nota - l'area Mercafir rappresenta uno dei principali hotspot termici dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia a causa dell'elevata impermeabilizzazione del suolo e della scarsa presenza di vegetazione. Il progetto propone quindi una trasformazione profonda per affrontare la crisi climatica urbana attraverso: aumento della copertura arborea fino al 25-30% dell'area; riduzione delle superfici impermeabili; creazione di infrastrutture verdi e blu; sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane; edifici a zero emissioni); installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo; utilizzo della geotermia a bassa entalpia; creazione di una Comunità energetica rinnovabile. L'obiettivo è trasformare Mercafir in un'infrastruttura urbana a emissioni drasticamente ridotte, capace di produrre energia pulita e migliorare la qualità ambientale della città".
Gli altri due punti riguardano la creazione di un Food hub territoriale una piattaforma logistica e digitale che colleghi produttori, operatori e consumatori, valorizzando la filiera corta e infine l'obiettivo di coniugare legalità, qualità del lavoro e lotta allo sfruttamento lavorativo, sulla base dell'Accordo quadro del giugno 2024 firmato con il Comune di Firenze.
I punti principali riguardano anzitutto un piano urbanistico di Novoli (più aree verdi, interramento di viale Guidoni "fondamentale per ricucire urbanisticamente il quartiere e migliorare la qualità dello spazio pubblico") e la costruzione di un nuovo Centro alimentare polivalente più efficiente (per ridurre i costi logistici e diminuire la permanenza dei mezzi pesanti nell'area, con benefici ambientali ed economici).
Quindi la riduzione delle emissioni: "Secondo studi scientifici - viene spiegato in una nota - l'area Mercafir rappresenta uno dei principali hotspot termici dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia a causa dell'elevata impermeabilizzazione del suolo e della scarsa presenza di vegetazione. Il progetto propone quindi una trasformazione profonda per affrontare la crisi climatica urbana attraverso: aumento della copertura arborea fino al 25-30% dell'area; riduzione delle superfici impermeabili; creazione di infrastrutture verdi e blu; sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane; edifici a zero emissioni); installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo; utilizzo della geotermia a bassa entalpia; creazione di una Comunità energetica rinnovabile. L'obiettivo è trasformare Mercafir in un'infrastruttura urbana a emissioni drasticamente ridotte, capace di produrre energia pulita e migliorare la qualità ambientale della città".
Gli altri due punti riguardano la creazione di un Food hub territoriale una piattaforma logistica e digitale che colleghi produttori, operatori e consumatori, valorizzando la filiera corta e infine l'obiettivo di coniugare legalità, qualità del lavoro e lotta allo sfruttamento lavorativo, sulla base dell'Accordo quadro del giugno 2024 firmato con il Comune di Firenze.
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