Accolto da Vannino Chiti

12:38 - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea, seconda tappa della sua giornata fiorentina, dopo la cerimonia al Teatro del Maggio per il conferimento della laurea honoris causa in Politica, istituzioni e mercato.
    
Ad accogliere il capo dello Stato il presidente dell'Isrt Vannini Chiti. Insieme a Mattarella anche il presidente della Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. Presenti anche una ventina di persone di fronte all'Istituto che hanno acclamato il presidente "Sergio, Sergio". Uno dei presenti dei presenti ha anche gridato 'Baluardo della nostra democrazia".

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Un lungo applauso con tutte le persone in piedi ha accolto l'ingresso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sala del Teatro del Maggio musicale fiorentino per la cerimonia di conferimento al capo dello Stato della laurea honoris causa in Politica, istituzioni e mercato da parte dell'Università di Firenze nell'ambito delle celebrazioni del 150mo anniversario della Scuola di Scienze politiche "Cesare Alfieri".

    
L'ingresso di Mattarella è stato preceduto dall'entrata della rettrice Alessandra Petrucci con la commissione di laurea (10 docenti), tutti con la toga ed il tocco in testa. Poi l'inno italiano e l'inno europeo eseguiti dalla formazione musicale dell'Ateneo. Dopo il saluto della rettrice, quello del direttore del dipartimento di Scienze politiche e sociali Alessandro Chiaramonte e del presidente della Scuola di Scienze politiche "Cesare Alfieri" Andrea Lippi. La laudatio è affidata al presidente del Corso di laurea magistrale in Politica, Istituzioni e Mercato Maria Grazia Pazienza. Seguirà il conferimento a Mattarella da parte della rettrice poi il presidente della Repubblica terrà una lectio doctoralis. Infine, il ringraziamento della rettrice Petrucci. Successivamente Mattarella visiterà l'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea.

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"150 anni fa la scuola di scienze sociali Cesare Alfieri nacque col proposito di formare la dirigenza dell'Italia da poco unificata. L'obiettivo era conferire ai giovani una moderna preparazione, con la confluenza di studi giuridici, storici, economici e sociali. Una formazione con lo sguardo alla contemporaneità". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"I padri costituenti si rivelarono capaci di indicare a un popolo devastato dalla guerra, sofferente e disorientato, una prospettiva di futuro, una società aperta da realizzare insieme, nella condivisione dei diritti fondamentali, nella libertà, nel pluralismo delle istituzioni, promuovendo un benessere fondato sul lavoro e un'economia libera e orientata all'utilità sociale, la cooperazione e la pace come obiettivo delle relazioni internazionali".

"I partiti politici hanno rappresentato il motore della rinascita democratica dell'Italia, assicurando il coinvolgimento popolare come mai si era verificato nella storia dello Stato unitario. Rivestono un ruolo indicato dalla Costituzione: anche per questo sono, più che utili, necessarie critiche e sollecitazioni che provengono dagli elettori, anzitutto, e dal mondo della cultura".

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"Ringrazio l'Università di Firenze per conferire questo riconoscimento alla figura più alta che abbiamo nel nostro Paese, da tutti i punti di vista". Lo ha detto Sara Funaro in merito al conferimento stamani al presidente della Repubblica Sergio Mattarella della laurea honoris causa dell'Università di Firenze in Politica, istituzioni e mercato. Mattarella partecipa alla cerimonia di conferimento e poi visiterà l'Istituto Storico della Resistenza.
    
"Il presidente - ha aggiunto Funaro, a margine dei preparativi per la cerimonia - è sempre stato punto di riferimento, di garanzia nel nostro paese, e siamo felici di averlo qui per la laurea honoris causa e, soprattutto, anche per andare a visitare un luogo che è un pezzo della storia della nostra città e dare un riconoscimento a un luogo importante come l'Istituto Storico della Resistenza".

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"Il conferimento della laurea in Politica, Istituzioni e Mercato significa tributare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella "il riconoscimento di figura esemplare della cultura istituzionale italiana, simbolo di come le cariche pubbliche debbano essere interpretate nel rispetto dei valori costituzionali, del dialogo e della competenza". E' quanto si legge nelle motivazioni del conferimento della laurea honoris causa al capo dello Stato da parte dell'Università di Firenze, che si svolge oggi al Teatro del Maggio nell'ambito delle celebrazioni del 150mo anniversario della Scuola di Scienze politiche "Cesare Alfieri".
    
"Attraverso questo riconoscimento, nel 150/o dalla sua fondazione, la Scuola Cesare Alfieri - si legge ancora - intende offrire alle sue studentesse e ai suoi studenti un modello concreto e ispiratore di servizio pubblico, di rigore democratico e di responsabilità istituzionale. Il presidente Mattarella, per la coerenza del suo impegno, la profondità della sua visione e la continuità del suo servizio, incarna in maniera esemplare l'ideale di una politica al servizio delle persone, delle istituzioni e del progresso civile".

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"A nome di tutta la comunità accademica, le siamo grati per rappresentarci nel mondo con la sua saggezza, il suo equilibrio, la sua preparazione e il suo esempio". Lo ha detto la rettrice dell'Università di Firenze, Alessandra Petrucci, nel suo intervento di saluto nel corso della cerimonia di consegna della laurea magistrale honoris causa in "Politica, istituzioni e mercato", da parte della Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
    
Il capo dello Stato, ha ricordato Petrucci, è tornato presso l'Ateneo fiorentino a distanza di due anni dove era già stato presente per le celebrazioni dei primi 100 anni dell'istituzione accademica. "Anche allora fu un momento solenne in cui la sua presenza confermava l'importanza dell'anniversario ma soprattutto i valori dell'università - ha aggiunto - che il presidente richiamò nel suo discorso nel ricordo del rigore costituzionale di Piero Calamandrei e nella visione coraggiosa e profetica di Giorgio La Pira". "Oggi - ha concluso -, le diciamo grazie, con questo gesto simbolico, che racchiude i sensi di una riconoscenza profonda verso chi si è messo a servizio dello Stato".
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