Jacopo Cellini, ricercatore dell'Istituto universitario europeo, ne è l'autore

L'educazione fra Vienna e Trento, l'impegno fra giornalismo e cultura cattolica, gli anni Trenta trascorsi in Vaticano, fino alla carica di segretario e poi presidente della Democrazia Cristiana e quelli vissuti da protagonista della rinascita democratica italiana come ministro e presidente del Consiglio. Jacopo Cellini, ricercatore dell'Istituto universitario europeo, ripercorre i momenti fondamentali della vita di uno dei padri fondatori della democrazia italiana e delle vicende politiche nazionali ed internazionali del Novecento nel suo libro 'Alcide De Gasperi, la cultura di un politico cattolico' (Carocci).

Il volume è stato presentato a Firenze, a palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, dall'autore assieme al governatore Eugenio Giani, a Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira e professoressa ordinaria di diritto romano e fondamenti del diritto europeo all'Università di Firenze, Cesare Panizza, ricercatore in storia contemporanea all'Ateneo di Bergamo e Bruna Bagnato, ordinaria di storia delle relazioni internazionali dell'Università fiorentina.

"Restituire tridimensionalità alla figura di De Gasperi e alla sua cultura politica - spiega Cellini - è il dichiarato intento di queste pagine che approfondiscono il rapporto fra il credente ortodosso che ha sempre ben chiaro il limite posto dalle fonti della fede, la scrittura e il magistero della Chiesa cattolica, e l'azione del politico, aperto alla sperimentazione nell'attuazione pratica dei suoi principi in campo sociale e nel contesto internazionale del suo ruolo di governo". "La biografia scritta da Cellini - spiega Patrizia Giunti - ci mostra proprio la rilevanza di un percorso intellettuale, la forza dei modelli e delle idee di De Gasperi: il passaggio dal Trentino a asburgico all'Italia, la condivisione del progetto di don Luigi Sturzo, il fascismo, l'emarginazione, l'umiliazione di quegli anni, i sette anni alla guida dell'Italia e poi di nuovo una fase di debolezza con quella segreteria del 1953 che arriva con una sofferta maggioranza".

  "A distanza di 145 anni esatti dalla sua nascita, il 3 aprile 1881, le pagine di Cellini - nelle parole di Eugenio Giani - approfondiscono la conoscenza di un leader politico che ha fatto l'Italia e ha testimoniato i concetti che sono alla base della nostra Costituzione, della democrazia, della libertà, della sua idea di giustizia sociale".
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