Il fiorentino Simone Pini è detenuto nel carcere cubano de La Condesa da sedici anni, dopo essere stato condannato a 25 anni per la morte di una ragazzina di 12 anni avvenuta durante una notte di droga ed eccessi nel 2010. Pini ha sempre proclamato la propria innocenza, senza però riuscire a dimostrarla davanti al tribunale cubano.
Ora spera di rientrare tra i detenuti che potrebbero beneficiare della grazia concessa dal governo cubano in occasione delle celebrazioni della Settimana Santa. L’indulto riguarda oltre duemila persone e include categorie come giovani, donne, anziani e stranieri prossimi al fine pena, ma la gravità del reato contestato a Pini potrebbe escluderlo dalla lista.
Pini ha già scontato circa due terzi della pena e, nel tempo, ha mantenuto una buona condotta. Ha inoltre scritto lettere e appelli, anche rivolti alle istituzioni italiane, nel tentativo di dimostrare la propria estraneità ai fatti, sostenendo di non essere presente a Cuba al momento dell’omicidio.
In alternativa alla grazia, potrebbe ottenere l’espulsione dopo aver scontato metà della pena, una possibilità prevista dalla normativa cubana per gli stranieri. Tuttavia, finora le sue richieste non hanno avuto esito positivo, lasciando ancora incerto il suo futuro.