Il detenuto 37enne aveva già tentato di togliersi la vita e chiesto aiuto, la famiglia denuncia le condizioni del carcere

A cinque mesi dalla morte di Alexandru Both nella sua cella a Sollicciano, gli accertamenti hanno escluso il decesso per cause naturali. Il detenuto rumeno di 37 anni si è tolto la vita inalando il gas di una bomboletta e assumendo diversi farmaci, alcuni dei quali non gli erano stati prescritti. Si tratta del secondo suicidio avvenuto nel 2026 nel carcere fiorentino.

I familiari sostengono che Alexandru avrebbe potuto essere salvato con una maggiore sorveglianza. Secondo il fratello Andrei, l’uomo aveva già tentato due volte il suicidio, aveva manifestato l’intenzione di riprovarci e aveva chiesto assistenza medica. Durante le telefonate con la madre raccontava inoltre le difficili condizioni di vita nel penitenziario, tra temperature estreme, insetti e disagi quotidiani.

La famiglia denuncia più in generale le condizioni delle carceri toscane, ritenute inadatte a garantire recupero e rieducazione. Nel 2025 in Italia si sono registrati 76 suicidi in carcere. Nello stesso anno a Sollicciano i suicidi sono stati quattro, mentre risultano 50 tentativi sventati e 640 episodi di autolesionismo. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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