L’annunciato ingresso del gruppo francese SNCF nell’alta velocità italiana sta alimentando preoccupazioni lungo la linea della Direttissima, asse strategico del traffico ferroviario tra Valdarno, Toscana e Umbria.
Il timore principale riguarda una possibile saturazione della rete e il rischio che alcuni treni regionali vengano dirottati su linee più lente per fare spazio ai nuovi convogli ad alta capacità, con conseguenti disagi per i pendolari.
Umbria e Toscana su posizioni diverse
La Regione Umbria ha sospeso temporaneamente l’approvazione dell’accordo quadro 2026-2031 con Rete Ferroviaria Italiana, chiedendo un confronto istituzionale con ministero, autorità e altre regioni per chiarire l’impatto del nuovo scenario.
La Toscana, invece, adotta una posizione più attendista. L’assessore ai trasporti Filippo Boni ha spiegato che la Regione sta monitorando l’evoluzione del quadro, con l’obiettivo di garantire che l’ingresso di nuovi operatori non penalizzi i pendolari.
Il nodo infrastrutturale e le tempistiche
Tra le criticità segnalate c’è anche il disallineamento temporale tra l’arrivo previsto di SNCF nel 2027 e il completamento di alcune infrastrutture strategiche, come il sottoattraversamento ferroviario di Firenze e la nuova stazione Foster, attesi entro il 2028.
Firenze resta uno snodo centrale del dibattito, con particolare attenzione alla capacità della rete di reggere l’aumento dei servizi senza creare colli di bottiglia.
Il confronto politico e le rassicurazioni di SNCF
La questione è arrivata anche in Parlamento con un’interrogazione del Emma Pavanelli, che ha espresso dubbi sulla possibile riduzione degli spazi per il trasporto regionale.
Dal canto suo, SNCF ha cercato di rassicurare, attraverso la propria dirigenza, escludendo rischi di “imbuto” sulla rete e sottolineando la distinzione tra traffico alta velocità e servizi regionali.
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