La Vicepresidente riceve il coordinatore internazionale per discutere di disarmo e politiche di nonviolenza


La sede della Regione Toscana in piazza dell’Unità d’Italia a Firenze ha ospitato un confronto di alto valore simbolico e politico tra la vicepresidente Mia Diop e l'attivista spagnolo Rafael de la Rubia, ideatore della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza. Al centro del colloquio, l'urgenza di riportare il tema del disarmo e della risoluzione nonviolenta dei conflitti nell'agenda internazionale.

L'incontro ha gettato le basi per una possibile collaborazione tra la Regione e l'organizzazione in vista della quarta edizione della Marcia, che prenderà il via il prossimo 21 settembre, in occasione della Giornata internazionale della Pace.

La pace come pratica quotidiana

Durante il dialogo, la vicepresidente Diop ha sottolineato come la pace debba essere intesa non come un concetto astratto, ma come un impegno concreto da declinare nella vita di tutti i giorni:

  • Politica e diritti: La necessità di promuovere politiche che mettano al centro la dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali.

  • Stati generali della pace: L'iniziativa di De la Rubia si sposa con il percorso degli "Stati generali della pace" promosso dalla Regione Toscana insieme a cittadini e associazioni.

  • Costruzione dal basso: L'idea che la nonviolenza si costruisca attraverso le scelte individuali e i rapporti interpersonali.

Verso la quarta edizione della Marcia

La nuova edizione della Marcia mondiale si snoderà dal 21 settembre al 4 ottobre, coinvolgendo attivisti e istituzioni in ogni angolo del pianeta.

"Auspichiamo che le città toscane partecipino attivamente alla Marcia, camminando insieme a chi decide di schierarsi per la giustizia e contro ogni forma di violenza." — Mia Diop, Vicepresidente della Regione Toscana.

Rafael de la Rubia ha ribadito la preoccupazione per l'attuale scenario geopolitico, confermando l'importanza di creare una rete globale di "testimoni di pace" capace di influenzare le scelte dei governi verso un futuro senza armi.

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