"Grosseto e Siena non possono essere isolate: prima si trovi una soluzione equivalente per i bus"

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Simone Bezzini, interviene con decisione sul futuro dello storico hub del trasporto su gomma a Firenze. In una nota ufficiale, Bezzini ha chiesto al presidente Giani e all'assessore Boni di congelare l'autorizzazione alla vendita dell'autostazione di via Santa Caterina da Siena, avanzata da Autolinee Toscane.

L'immobile, situato a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, rappresenta il terminal vitale per migliaia di passeggeri in arrivo quotidianamente dal sud della regione.


La tutela della "Toscana diffusa"

Secondo Bezzini, l'alienazione del terminal senza un piano alternativo metterebbe a rischio il diritto alla mobilità dei cittadini di Grosseto e Siena:

  • Collegamento diretto: L'attuale sede garantisce l'accesso immediato al centro cittadino e ai nodi ferroviari; qualsiasi spostamento deve offrire standard di connessione identici o superiori.

  • Pari opportunità tra territori: Smantellare questo presidio significherebbe, per il capogruppo Pd, tradire i principi della legge sulla "Toscana diffusa", penalizzando aree già geograficamente svantaggiate.

  • Criticità infrastrutturali: Il trasporto su gomma rimane l'unico pilastro solido in un contesto dove i collegamenti viari (Autopalio) e ferroviari soffrono di cronici ritardi.

L'affondo contro il Governo nazionale

Bezzini inserisce la questione in una cornice più ampia di carenza di investimenti, chiamando in causa direttamente l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni:

"Il Governo delle destre non sta stanziando i fondi necessari per il raddoppio ferroviario tra Poggibonsi e Siena, né ha previsto investimenti strutturali per l'Autopalio. La Regione deve porsi alla guida di una mobilitazione per ottenere queste risorse."

Le richieste alla Regione

La proposta finale di Bezzini mira a trasformare una procedura amministrativa di vendita in un confronto politico e sociale:

  1. Sospensione immediata della procedura di alienazione dell'immobile.

  2. Convocazione di un tavolo di confronto che coinvolga Autolinee Toscane, le Province, i Comuni interessati e le rappresentanze dei pendolari.

  3. Individuazione preventiva di soluzioni logistiche che non penalizzino i tempi di percorrenza e la qualità del viaggio per chi arriva dalla Toscana meridionale.

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