Una richiesta ai consiglieri comunali fiorentini e ai consiglieri regionali affinché prendano posizione "contro gli attacchi che il console onorario di Israele Marco Carrai ha rivolto a Firenze per la Palestina ed agli altri gruppi". A chiederlo Firenze per la Palestina.
"Marco Carrai, console onorario di uno stato che sta compiendo un genocidio in Palestina - si legge nell'appello -, che tortura sistematicamente e stupra i prigionieri, che prende di mira prioritariamente bambini, medici, giornalisti, accusa Firenze per la Palestina di usare metodi fascisti. Saremmo noi i fascisti per Carrai, mentre Israele non fa altro che difendersi. È importante capire che Carrai fa il suo lavoro: difende l'interesse di Israele. Il metodo più semplice per farlo è noto: delegittimare chi ne denuncia i crimini: antisemiti, fascisti, violenti, e così via. È quindi regolare che lui ci attacchi, rientra nello schema consueto".
Secondo Firenze per la Palestina, "ciò che non è regolare è che di fronte ai suoi attacchi, la politica e le istituzioni cittadine non prendano posizione. Il nostro movimento è una realtà importante in città, il nostro impegno è conosciuto. Accusarci di metodi fascisti è un fatto gravissimo che vuole alzare la tensione ed il clima d'odio verso il movimento per i diritti del popolo palestinese. Clima d'odio che si concretizza sempre più spesso in aggressioni, verbali e fisiche, da parte di violenti pro-Israele che spadroneggiano nella totale impunità".
"Ci rivolgiamo a politici e ad amministratori di Firenze e Toscana - conclude il movimento - e chiediamo di condannare pubblicamente gli attacchi che Carrai ha rivolto a chi è solidale con il popolo palestinese".
"Marco Carrai, console onorario di uno stato che sta compiendo un genocidio in Palestina - si legge nell'appello -, che tortura sistematicamente e stupra i prigionieri, che prende di mira prioritariamente bambini, medici, giornalisti, accusa Firenze per la Palestina di usare metodi fascisti. Saremmo noi i fascisti per Carrai, mentre Israele non fa altro che difendersi. È importante capire che Carrai fa il suo lavoro: difende l'interesse di Israele. Il metodo più semplice per farlo è noto: delegittimare chi ne denuncia i crimini: antisemiti, fascisti, violenti, e così via. È quindi regolare che lui ci attacchi, rientra nello schema consueto".
Secondo Firenze per la Palestina, "ciò che non è regolare è che di fronte ai suoi attacchi, la politica e le istituzioni cittadine non prendano posizione. Il nostro movimento è una realtà importante in città, il nostro impegno è conosciuto. Accusarci di metodi fascisti è un fatto gravissimo che vuole alzare la tensione ed il clima d'odio verso il movimento per i diritti del popolo palestinese. Clima d'odio che si concretizza sempre più spesso in aggressioni, verbali e fisiche, da parte di violenti pro-Israele che spadroneggiano nella totale impunità".
"Ci rivolgiamo a politici e ad amministratori di Firenze e Toscana - conclude il movimento - e chiediamo di condannare pubblicamente gli attacchi che Carrai ha rivolto a chi è solidale con il popolo palestinese".
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