"Il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Firenze per sette sezioni di Sollicciano rappresenta una decisione coraggiosa. Da anni denunciamo che la struttura versa in condizioni non dignitose né per le persone detenute né per le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno vi operano. I problemi legati alla sicurezza degli ambienti, alle condizioni igienico-sanitarie, alla manutenzione degli impianti e più in generale alla salubrità dei luoghi di lavoro sono stati più volte segnalati dalle organizzazioni sindacali". Così commentano in un nota congiunta Fp e Cgil Firenze.
"E' servito un provvedimento del giudice - prosegue il sindacato - per mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità: non è più possibile rinviare le scelte necessarie per affrontare in modo strutturale l'emergenza di Sollicciano. Occorrono interventi immediati e un piano certo di riqualificazione della struttura. Allo stesso tempo chiediamo la massima tutela per tutto il personale coinvolto. Parliamo sia dei dipendenti pubblici, Polizia penitenziaria, personale del ministero della Giustizia, personale Usl Toscana centro, sia delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati attraverso gli appalti, a partire da quelli dei servizi sanitari e socio-assistenziali. Qualsiasi riorganizzazione conseguente al sequestro non può scaricare i costi sui lavoratori né creare situazioni di ulteriore precarietà e insicurezza. Sia sul piano dell'organizzazione del lavoro sia su quello della gestione delle persone detenute - prosegue la Cgil -, chiediamo che tutte le parti sociali e i soggetti coinvolti siano convocati e partecipino ai tavoli che verranno aperti per affrontare questa situazione. La vicenda conferma quanto da tempo sosteniamo: garantire condizioni dignitose di detenzione significa anche garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose per chi opera negli istituti penitenziari. Su questo non sono più accettabili rinvii".
"E' servito un provvedimento del giudice - prosegue il sindacato - per mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità: non è più possibile rinviare le scelte necessarie per affrontare in modo strutturale l'emergenza di Sollicciano. Occorrono interventi immediati e un piano certo di riqualificazione della struttura. Allo stesso tempo chiediamo la massima tutela per tutto il personale coinvolto. Parliamo sia dei dipendenti pubblici, Polizia penitenziaria, personale del ministero della Giustizia, personale Usl Toscana centro, sia delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati attraverso gli appalti, a partire da quelli dei servizi sanitari e socio-assistenziali. Qualsiasi riorganizzazione conseguente al sequestro non può scaricare i costi sui lavoratori né creare situazioni di ulteriore precarietà e insicurezza. Sia sul piano dell'organizzazione del lavoro sia su quello della gestione delle persone detenute - prosegue la Cgil -, chiediamo che tutte le parti sociali e i soggetti coinvolti siano convocati e partecipino ai tavoli che verranno aperti per affrontare questa situazione. La vicenda conferma quanto da tempo sosteniamo: garantire condizioni dignitose di detenzione significa anche garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose per chi opera negli istituti penitenziari. Su questo non sono più accettabili rinvii".
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