Al centro della contestazione c'è il doppio ruolo di Carrai

Il Movimento 5 Stelle chiede un passo indietro definitivo a Marco Carrai, auspicando che non venga riconfermato alla guida della Fondazione Meyer e che lasci anche il ruolo di consigliere. Secondo i consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, infatti, un semplice cambio di poltrona all'interno dell'ente non risolverebbe il nodo legato all'opportunità politica e istituzionale della sua presenza.

Al centro della contestazione c'è il doppio ruolo di Carrai, che oltre all'impegno nella fondazione dell'ospedale pediatrico fiorentino ricopre la carica di console onorario di Israele. Una posizione che il M5S ritiene inconciliabile con i valori del Meyer, citando le accuse dell'Onu e i dati Unicef sulla drammatica situazione dei bambini nella striscia di Gaza.
"Un'eccellenza sanitaria dedicata alla cura dei bambini non può essere rappresentata dal console onorario di uno Stato ritenuto responsabile di gravi violazioni del diritto internazionale", dichiarano Rossi Romanelli e Galletti, richiamando la necessità di tutelare l'alto valore simbolico dell'istituzione.

I consiglieri si dicono comunque fiduciosi nella sensibilità finora dimostrata dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, auspicando che la transizione accolga le istanze di coerenza sollevate anche da realtà come Sanitari per Gaza e dai movimenti pacifisti locali. L'obiettivo, conclude la nota, è garantire che la Fondazione Meyer resti un punto di riferimento trasparente e indiscusso per la protezione dell'infanzia e il diritto alla salute.

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