Verrà inaugurato anche un memoriale ai caduti neozelandesi

In un momento in cui le guerre sono tornate a mostrare quanto la pace sia fragile, la città di Scandicci (Firenze) sceglie di dare ancora più valore al ricordo della Liberazione, allargando per la prima volta le celebrazioni del 4 agosto in un programma su tre giornate, che include anche le date del 18 e del 29 luglio. Un impegno che trova il suo simbolo nell'ampliamento del monumento ai caduti neozelandesi di San Michele a Torri, luogo della battaglia che aprì la strada alla liberazione di Scandicci.
    
Il 4 agosto 1944, durante l'avanzata delle forze alleate verso Firenze, Scandicci fu liberata dall'occupazione nazifascista grazie all'azione delle truppe alleate, in particolare dei soldati neozelandesi della 2/a Divisione, e dei partigiani. Uno degli episodi più importanti fu proprio la battaglia di San Michele a Torri.

    
Da quest'anno, accanto al monumento commemorativo presso la Fattoria di San Michele a Torri, ci saranno anche delle stele con i nomi dei 198 giovani neozelandesi che diedero la vita per liberare il Chianti e Scandicci: saranno posti alle spalle della struttura esistente, come una quinta scenografica.

  
La scelta di non concentrare tutte le celebrazioni nella giornata del 4 agosto è dettata anche dal fatto che tanti di coloro che persero la vita per Scandicci sono deceduti prima e dopo quella data, nei combattimenti che si consumarono a luglio e fino alle metà di agosto.

    
"In un tempo in cui le guerre sono tornate a segnare con prepotenza il nostro presente, ricordare la Liberazione significa riaffermare il valore della pace, della democrazia e della libertà", ha detto la sindaca Claudia Sereni.

  
"Per la prima volta, le celebrazioni non si concentreranno in un'unica giornata - ha ricordato ancora -, ma si svilupperanno nell'arco di tre appuntamenti che coinvolgono luoghi diversi, ciascuno custode di una parte della nostra storia. Badia a Settimo, San Martino alla Palma, San Michele a Torri e tutti i cippi che ricorderemo durante questo percorso rappresentano un patrimonio di memoria che vogliamo valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni".
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