'Il 57% è concentrato nell'area della 'Città compatta'

AGGIORNATA - "Abbiamo finalmente un quadro preciso degli immobili sfitti presenti a Scandicci: sappiamo quanti sono, dove si trovano, quali caratteristiche hanno e chi sono i proprietari. Era un lavoro che avevamo annunciato e che rappresenta il punto di partenza per costruire una nuova strategia abitativa comunale, fondata sui dati e orientata a dare risposte concrete". Lo afferma la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, commentando i risultati dello studio commissionato dell'Amministrazione all'Irs (Istituto per la ricerca
 sociale).

"Oggi - prosegue Sereni - il bisogno di casa è uno dei temi più urgenti. Sempre più famiglie vivono situazioni di disagio abitativo e ci sono lavoratrici e lavoratori che rinunciano a trasferirsi o ad accettare un impiego a Scandicci perché non riescono a sostenere il
 costo di un'abitazione. La risposta a questa esigenza non può essere sempre e soltanto quella di costruire nuove case. Abbiamo anche un tema di consumo di suolo e di sostenibilità delle trasformazioni del territorio.
       
Nei prossimi mesi lavoreremo per capire le ragioni che portano tanti immobili a rimanere inutilizzati e individuare gli strumenti più efficaci per favorirne la riattivazione. È un passaggio fondamentale per ampliare l'offerta di alloggi accessibili, dando una risposta concreta all'emergenza che stiamo vivendo".

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Il Comune di Scandicci (Firenze) ha realizzato la mappatura degli immpobili sfitti: censite 3.211 abitazioni sfitte, pari al 14% del patrimonio abitativo presente sul territorio comunale. E quanto emerge dallo studio commissionato del Comune di Scandicci all'Irs (Istituto per la ricerca sociale).

     
Secondo lo studio i proprietari sono 3.734, per il 92% persone fisiche e per l'8% persone giuridiche; prevale la piccola proprietà, con il 56% degli immobili in comproprietà. La superficie complessiva delle abitazioni vuote è di 345.274 metri quadrati. L'indagine evidenzia come la quota maggiore sia costituita da abitazioni di grandi dimensioni: il 34% degli immobili (1.097 alloggi) ha una superficie compresa tra 96 e 150 metri quadrati, caratteristica, si spiega ancora, che in molti casi potrebbe consentire interventi di frazionamento per aumentare l'offerta abitativa.

Tra gli immobili intestati a persone giuridiche, che sono complessivamente 248, il 28% appartiene a enti del Terzo settore, il 21% a società immobiliari, il 18% a realtà agricole e il 12% a imprese edili. Dal punto di vista territoriale, il 57% delle abitazioni sfitte è concentrato nella 'Città compatta'.

    
"Abbiamo finalmente un quadro preciso degli immobili sfitti presenti a Scandicci: sappiamo quanti sono, dove si trovano, quali caratteristiche hanno e chi sono i proprietari. Era un lavoro che avevamo annunciato e che rappresenta il punto di partenza per costruire una nuova strategia abitativa comunale, fondata sui dati e orientata a dare risposte concrete", ha affermato la sindaca di Scandicci Claudia Sereni. "Oggi - ha proseguito Sereni - il bisogno di casa è uno dei temi più urgenti. Sempre più famiglie vivono situazioni di disagio abitativo e ci sono lavoratrici e lavoratori che rinunciano a trasferirsi o ad accettare un impiego a Scandicci perché non riescono a sostenere il costo di un'abitazione.

La risposta a questa esigenza non può essere sempre e soltanto quella di costruire nuove case. Abbiamo anche un tema di consumo di suolo e di sostenibilità delle trasformazioni del territorio. Nei prossimi mesi lavoreremo per capire le ragioni che portano tanti immobili a rimanere inutilizzati e individuare gli strumenti più efficaci per favorirne la riattivazione. È un passaggio fondamentale per ampliare l'offerta di all 
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