Il 28 agosto la centralina Arpat di viale Lavagnini ha rilevato 74 microgrammi per metro cubo di Pm10. I valori sono tornati nella norma il giorno successivo

Un valore medio di 74 microgrammi per metro cubo, ben 24 oltre il limite di legge. Il 28 agosto la centralina Arpat di viale Lavagnini ha registrato il picco estivo delle polveri sottili a Firenze, ma dietro l’impennata non ci sarebbe stato l’inquinamento prodotto dal traffico o dalle attività umane.

L’aumento delle Pm10 è stato causato dalle polveri e dalle particelle di sabbia provenienti dal Sahara. Le correnti in quota hanno trasportato sul Mediterraneo centrale una massa d’aria carica di pulviscolo desertico, responsabile anche del cielo giallastro osservato su Firenze tra il 27 e il 28 agosto. Nella stessa giornata le Pm2.5 hanno raggiunto la soglia di 25 microgrammi per metro cubo.

Già il 29 agosto i valori sono rientrati nella normalità. Nel complesso, la qualità dell’aria durante l’estate è rimasta buona: da giugno la centralina di viale Lavagnini non aveva registrato altri superamenti dei limiti per Pm10 e Pm2.5. I valori più alti erano stati rilevati il 17 e il 18 luglio, rispettivamente con 39 e 37 microgrammi per metro cubo, comunque sotto la soglia di 50.

Positivi anche i dati sull’ozono, rimasto sempre entro i limiti nelle stazioni di Settignano e Signa. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati soltanto cinque sforamenti per le Pm10 e nessuno per il biossido di azoto, anche se restano da affrontare i mesi tradizionalmente più critici per lo smog, novembre e dicembre. Lo scrive la Nazione. 

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