A Firenze 120 posti in più e tre nuove strutture. La lista d’attesa scende a poco più di cento domande, ma l’obiettivo “lista zero” è rinviato

La “lista zero” resta ancora un obiettivo da raggiungere, ma a Firenze le famiglie in attesa di un posto al nido sono scese a poco più di cento. Un dato lontano dalle 400-500 domande che, fino a circa dieci anni fa, rimanevano inevase all’inizio di settembre. Secondo il Comune, la graduatoria è destinata a ridursi ulteriormente.

L’anno educativo dei servizi per la fascia da zero a tre anni riparte domani con 2.554 posti pubblici, 120 in più rispetto al 2025. La crescita è stata resa possibile dall’apertura di tre nuovi nidi e dagli spazi recuperati attraverso la ristrutturazione di alcune strutture esistenti.

I nuovi nidi si chiamano Cipì, Pezzettino e Sbarbacipolla ed entrano in una rete composta da 62 servizi tra gestione diretta, strutture convenzionate e circa venti nidi domiciliari. Gli interventi edilizi hanno riguardato anche Scoiattolo, Lorenzo il Magnifico e Pollicino.

Aumentano inoltre i posti con orario prolungato: saranno quasi 800 quelli che garantiranno la frequenza fino alle 17.30, con una crescita del 16% rispetto allo scorso anno.

L’ampliamento dell’offerta è stato sostenuto da un investimento di 19,3 milioni di euro: 12,7 milioni provenienti dal Pnrr e 6,6 milioni, pari al 34,2%, finanziati direttamente dal Comune.

Il boom regionale dei “Nidi gratis” ha però fatto crescere anche le richieste. La misura, destinata alle famiglie con Isee inferiore a 40mila euro, ha raccolto circa 15mila domande in Toscana, delle quali 4mila a Firenze. Restano inoltre in difficoltà le famiglie dei bambini che compiono sei mesi dopo la chiusura delle iscrizioni e che spesso trovano pieni anche i servizi privati.

Per il 2027 Palazzo Vecchio prevede altri tre nuovi nidi e circa 218 posti aggiuntivi. L’obiettivo della giunta Funaro è arrivare nel 2029 a 600 posti in più rispetto al 2024, avvicinandosi così all’azzeramento delle liste d’attesa.

L’assessora all’Istruzione Benedetta Albanese richiama però l’attenzione sui costi di gestione. Ogni anno il Comune spende circa 30 milioni di euro per il funzionamento dei nidi, mentre soltanto due milioni arrivano dal Ministero.

«Il nostro impegno è e continuerà a essere quello di prenderci cura dei piccoli fiorentini e sostenere le loro famiglie», afferma Albanese. «Ma quattro mura non fanno un servizio. C’è bisogno di altrettanto sostegno per la gestione: è necessario che il Governo introduca nuove risorse per i territori e investa davvero nell’istruzione».

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