Il Tribunale di Firenze dispone la misura nei confronti di un ex associato di una cassa mutua con sede a Calenzano. Cure e ricoveri non risulterebbero mai effettuati

Il Tribunale di Firenze ha confermato il sequestro conservativo dei beni appartenenti a un ex associato di una cassa mutua del settore bancario con sede a Calenzano. L’uomo avrebbe ottenuto complessivamente 274.283 euro di rimborsi nell’arco di circa due anni, presentando certificati e documenti relativi a cure mediche che, secondo gli accertamenti, non sarebbero mai state eseguite.

Le richieste riguardavano presunti gravi problemi di salute della moglie e del figlio, tra cui tumori al fegato, patologie renali, l’asportazione di un organo, un trapianto e altri interventi per la riduzione di masse tumorali. La concentrazione di numerose e gravi operazioni in un periodo ristretto avrebbe insospettito gli uffici della cassa mutua.

L’ente ha quindi avviato verifiche presso gli ospedali e le cliniche indicati nella documentazione. Le strutture sanitarie avrebbero negato di aver mai curato o ricoverato le persone citate nelle domande di rimborso. In particolare, il 17 giugno 2026 una struttura ha comunicato che, dopo un controllo effettuato attraverso il codice fiscale, i soggetti indicati non risultavano essere mai stati ricoverati.

Da questi accertamenti è nata la controversia giudiziaria. A tutela del credito rivendicato dalla cassa mutua, il Tribunale di Firenze ha confermato il sequestro conservativo, disposto già nel luglio scorso, di un’abitazione situata a Vinci e degli altri beni riconducibili all’uomo.

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