Lorena Isceri era ancora viva quando, giovedì scorso, è stata scaraventata dal viadotto Lora dell’A1, a Barberino del Mugello, dall’ex fidanzato Federico Vella, che pochi minuti dopo si è suicidato gettandosi nel vuoto. È quanto emergerebbe dalle prime indicazioni dell’autopsia: le ferite mortali riscontrate sul corpo della 45enne sarebbero compatibili con una caduta da circa 25 metri.
L’esame è stato affidato alle consulenti Beatrice Defraia ed Elisa Ferri nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Antonio Natale per sequestro di persona sfociato nel femminicidio. Per Vella sono stati disposti anche accertamenti tossicologici, per verificare l’eventuale assunzione di farmaci, droghe o sostanze anabolizzanti.
Un ruolo decisivo potrebbe averlo l’analisi dei quattro smartphone sequestrati: due ritrovati vicino ai corpi e altri due all’interno dell’Audi di Lorena. Gli investigatori cercheranno di capire dove Vella fosse diretto e quando abbia pubblicato su Instagram il suo messaggio d’addio. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe pianificato l’agguato, acquistando fascette e nastro adesivo, e nei giorni precedenti sarebbe stato visto più volte nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna.
Vella avrebbe sorpreso Lorena nel garage di via Panciatichi, picchiandola, immobilizzandola e chiudendola nel bagagliaio della sua auto. Nonostante fosse legata e stordita, la donna era riuscita a chiamare il 112 e a fornire indicazioni utili per essere localizzata. Sul viadotto gli agenti avevano poi tentato di convincere l’uomo a desistere: la drammatica trattativa è stata ripresa dalla bodycam di un poliziotto.
Intanto Squinzano, paese natale di Lorena, si prepara ai funerali e proclamerà il lutto cittadino. La sera precedente alle esequie sarà organizzata una fiaccolata fino alla panchina rossa della villa comunale. Dopo l’appello del padre Franco, i sindaci di Firenze e Bologna, Sara Funaro e Matteo Lepore, hanno inoltre annunciato un’iniziativa congiunta e la convocazione del coordinamento Anci per rafforzare prevenzione, educazione e strumenti concreti contro la violenza sulle donne.
Un momento di ricordo e preghiera per Lorena Isceri si è svolto in via Lizza Glauca, a Casalabate, marina di Squinzano, davanti alla casa dei genitori della donna uccisa in Toscana il 4 settembre dall’ex compagno Federico Vella. Proprio a Casalabate Lorena aveva trascorso gli ultimi giorni di vacanza prima di rientrare a Firenze.
Davanti all’abitazione gli amici hanno collocato una grande fotografia con il volto sorridente della donna. I partecipanti hanno indossato qualcosa di rosso o portato una candela e una rosa dello stesso colore, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.
All’iniziativa, organizzata dagli amici della vittima insieme all’amministrazione comunale e alle parrocchie del territorio, hanno preso parte familiari, conoscenti e numerosi cittadini. Presenti anche il sindaco Mario Pede, il parroco di Squinzano don Alessandro Scevola e Franco, padre di Lorena.
«Bisogna cancellare ogni colore politico nella lotta al femminicidio», ha ribadito Franco Isceri, ringraziando tutti per l’affetto dimostrato e rivolgendo un pensiero alla moglie e al figlio rimasti a Firenze, «che spero di riabbracciare presto».
«Dobbiamo combattere tutti insieme questa battaglia – ha dichiarato il sindaco Pede – perché soltanto attraverso un percorso socioculturale condiviso, rivolto all’educazione affettiva e all’amore sano, possiamo debellare questa piaga».
Lo scrive la Nazione.
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