Lo striscione degli amici: 'Cresciuta con noi, cammini nella luce'

AGGIORNAMENTO -  "In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia. Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia". Sono le parole del sindaco di Squinzano (Lecce), Mario Pede, entrando nella chiesa Maria Regina dove questo pomeriggio il parroco, don Vanni Bisconti, celebrerà i funerali di Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dall'ex compagno. Oggi a Squinzano è stato proclamato il lutto cittadino.
    
"È stato un un momento in cui Squinzano si è vista unita nel dolore - ha aggiunto il sindaco - e lo testimoniano sia gli addobbi", fiocchi, nastri e palloncini rossi affissi su molte case e strade della città, "che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena e anche i tantissimi volontari, che io ringrazio, non solo della Protezione civile, ma anche di associazioni e semplici cittadini, che si sono messi a disposizione anche per dare una mano in occasione del rito funebre, perché per noi andare a gestire il flusso che si prevede non è semplice". "Vedere - ha concluso Pede - che c'è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico". 

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AGGIORNAMENTO - "Lorena sei cresciuta con noi, ora cammini nella luce, ma resterai per sempre qui, dove sei amata. La tua via De Pietro". E' lo striscione che gli amici della via dove abitava Lorena a Squinzano con la famiglia, hanno affisso su un muro di fronte alla chiesa dov'è stata allestita la camera ardente. 

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E' arrivato alle 10 davanti la chiesa Maria Regina, a Squinzano, in provincia di Lecce, il feretro di Lorena Isceri uccisa dal suo ex che l'ha lanciata da un cavalcavia sulla A1 dopo dopo averla rapita sotto casa e chiusa nel bagagliaio.

Una bara bianca accolta in un religioso silenzio, seguito dai familiari e i parenti stretti. La madre Antonietta che stringe tra le braccia l'orsacchiotto bianco di Lorena, regalatole quando era bambina e il padre Franco che si china tra le lacrime sulla bara della figlia baciandola. Le strade sono addobbate con drappi e fiocchi rossi.

    
Al momento la camera ardente allestita nella chiesa Maria Regina è chiusa ai giornalisti e alle persone in attesa per permettere ai familiari di raccogliersi in un momento privato di preghiera.
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AGGIORNATA -  "Negli ultimi tempi la vedevo preoccupata, perplessa e turbata. Non era più serena di questa situazione". Sono le parole di Eugenio Pasimeni, il cugino di Lorena Isceri, la 45enne di Squinzano (Lecce) uccisa nei giorni scorsi a Firenze dall'ex compagno Federico Vella.
    
Il cugino Eugenio, più piccolo di lei, uscendo dalla chiesa Maria Regina di Squinzano dove il feretro di Lorena è arrivato questa mattina in attesa dei funerali che si celebreranno alle 17, rivela di aver incontrato Vella "due volte". "Apparentemente - ha detto - non avrei mai pensato, insomma, che arrivasse ad un gesto del genere. Però quando poi abbiamo scoperto..." I due cugini si sono incontrati anche qualche giorno prima dell'omicidio, quando Lorena è tornata in Puglia per le vacanze. "L'ho vista due volte. Era un po' sovrappensiero" racconta. Ricordando il loro rapporto, Eugenio lo definisce "speciale, bellissimo". 
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