Depositate le motivazioni dell’ergastolo inflitto ad Antonio La Scala per il duplice omicidio di Osteria Nuova. La difesa potrà ricorrere in appello

Antonio La Scala avrebbe ucciso i coniugi Lina Del Lungo e Umberto Della Nave per «un movente biecamente economico». È quanto scrive la Corte d’assise di Firenze nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso maggio, l’imputato è stato condannato in primo grado all’ergastolo. I due anziani furono trovati carbonizzati nella loro abitazione di Osteria Nuova il 5 dicembre 2023: inizialmente si pensò a un incidente domestico, ma le indagini accertarono che l’uomo era stato accoltellato e la moglie strangolata.

Secondo i giudici, La Scala, amico di famiglia e frequentatore abituale della casa, attraversava un periodo di grave difficoltà economica, aveva perso il lavoro e faceva uso frequente di sostanze stupefacenti. Aveva inoltre un debito superiore a 10mila euro nei confronti di Umberto, che più volte gli aveva prestato denaro, e conosceva i luoghi nei quali l’anziano custodiva contanti e preziosi.

Dopo il duplice omicidio, l’imputato avrebbe messo a soqquadro il bagno e il locale caldaia, dove erano conservati oltre 25mila euro e alcuni gioielli. A sostegno della ricostruzione vengono indicate le tracce di sangue rinvenute nell’abitazione, una chiave della cassaforte insanguinata e due banconote trovate all’esterno. La difesa di La Scala, rappresentata dall’avvocata Tiziana Barillaro, potrà presentare ricorso in appello. Lo scrive la Nazione. 

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