Doveva essere il giorno delle annunciate dichiarazioni di Giuseppe Graviano, ma l’audizione del boss di Cosa nostra è stata rinviata. La decisione è arrivata durante il processo a carico di Salvatore Baiardo, accusato di calunnia nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca.
Al centro del procedimento ci sono anche le dichiarazioni di Baiardo sulla presunta esistenza di un patto stragista tra la mafia e la nascente Forza Italia. L’udienza è stata caratterizzata da un acceso confronto tra accusa e difesa.
Gli avvocati di Baiardo, Roberto Ventrella e Luca Bellezza, hanno ottenuto il rinvio perché i verbali delle dichiarazioni rese in tre diverse occasioni da Graviano ai magistrati fiorentini non erano stati inseriti nel fascicolo dei pubblici ministeri Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri. Di conseguenza, la documentazione non era accessibile alle difese.
La presidente del collegio, Anna Favi, ha disposto che i verbali vengano messi a disposizione delle parti. Graviano è stato nuovamente convocato per l’udienza del 2 ottobre, quando dovrebbe intervenire in collegamento dal carcere di Cagliari.
Il boss, condannato anche per la strage di via dei Georgofili, sarà assistito dall’avvocato Antonio Sanvito. Il legale aveva annunciato durante l’estate la volontà del proprio assistito di parlare con i magistrati, alimentando una forte attesa intorno all’udienza.
Sono stati ascoltati anche i commercialisti Mottura e Catania, incaricati di esaminare i conti della Fininvest e, in particolare, una ricapitalizzazione da 17 miliardi di lire effettuata tra il 1977 e il 1978. Secondo i consulenti, oggi non sarebbe più possibile ricostruire l’origine di quella somma, versata in contanti. Lo scrive la Nazione.
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