Nove lezioni tra il Museo Bardini e Palazzo Corsini per raccontare come cambia il concetto di bellezza nell’arte, nell’architettura e nel collezionismo

La storia e le trasformazioni del concetto di capolavoro saranno al centro della decima edizione di “Brevissime”, il ciclo di lezioni magistrali dedicato al patrimonio culturale e alla storia dell’arte.

In nove appuntamenti studiosi ed esperti analizzeranno i criteri attraverso i quali un’opera viene considerata eccezionale, mostrando come il giudizio artistico cambi nel corso del tempo, seguendo mode, riscoperte e nuove interpretazioni.

«Siamo abituati a usare la parola “capolavoro” come un marchio di qualità assoluto e indiscutibile», osserva l’assessore alla Cultura di Firenze Giovanni Bettarini. «In realtà il concetto di bello cambia e si piega alle mode. Questo ciclo di incontri smonta il mito per mostrarci il meccanismo che c’è dietro, dall’antichità fino alla stazione di Santa Maria Novella o alla banana di Cattelan».

Il programma si aprirà il 24 settembre al Museo Bardini con Luca Pietromarchi e una riflessione su “Le Chef-d’œuvre inconnu” di Honoré de Balzac.

Il 1° ottobre “Brevissime” si sposterà a Palazzo Corsini, durante la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze. Michele Dantini terrà la lezione “Crisi”, dedicata all’evoluzione del concetto di capolavoro e alle sfide affrontate dagli artisti per realizzare opere capaci di resistere al tempo.

Gli appuntamenti proseguiranno poi al Museo Bardini fino al 3 dicembre. Il 15 ottobre l’archeologo Mario Iozzo racconterà il Vaso François, considerato uno dei massimi esempi dell’artigianato artistico greco del VI secolo avanti Cristo.

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