Alla Pergola il presidente della Toscana difende la spesa sanitaria, presenta il suo modello di welfare e torna a chiedere un aeroporto all’altezza di Firenze

La sanità pubblica è al centro della Toscana che Eugenio Giani immagina per il 2030. Intervistato al teatro della Pergola durante Repubblica Insieme, il presidente della Regione ha assicurato che tra quattro anni il sistema sanitario toscano sarà «forte». A preoccupare il governatore è la sospensione del bollo auto annunciata dal governo: secondo la sua stima, la Toscana rischierebbe di perdere 200-250 milioni di euro, risorse che finora hanno contribuito a finanziare servizi e investimenti sanitari. L’entità effettiva della perdita dipenderà dalle compensazioni statali, sulle quali le valutazioni sono ancora diverse.

Giani ha affrontato anche il tema dei conti della sanità regionale, a fronte di un fabbisogno aggiuntivo che potrebbe arrivare a circa 370 milioni di euro. Il presidente rivendica questa spesa come una scelta per mantenere i servizi: «Mi si parla di deficit, ma per me è un investimento». Pur riconoscendo le criticità del sistema, sostiene che la Toscana debba continuare a garantirne la qualità.

Nella visione illustrata alla Pergola, la sanità è parte di un welfare più ampio, pensato per ridurre le disuguaglianze. Giani ha richiamato gli asili nido e i libri scolastici gratuiti, il sostegno alle persone con disabilità e il futuro intervento regionale per i centri estivi. Ha citato anche la legge appena approvata sul contributo alla conservazione degli ovociti, presentandola come uno strumento per offrire alle donne maggiori possibilità di scelta sui tempi della maternità.

Il presidente ha poi parlato della “Toscana Diffusa”, l’obiettivo di rafforzare servizi e opportunità anche fuori dai centri maggiori. Tra i progetti ricordati ci sono la Darsena Europa a Livorno e il nuovo ospedale di Cisanello a Pisa, per il quale ha indicato una spesa di 700 milioni di euro. «Per me la Toscana è un diamante con 273 facce», ha detto riferendosi ai Comuni della regione.

Infine, l’aeroporto di Peretola. Giani ha ripercorso il proprio impegno sullo scalo fiorentino e, in attesa della pronuncia del Tar prevista per ottobre, ha ribadito l’auspicio di uno sviluppo capace di dare a Firenze «un servizio all’altezza della città». Sul proprio futuro dopo la scadenza del mandato, invece, non si sbilancia: «Non so proprio cosa farò nel 2030. Quando vivo un incarico penso a fare bene il mandato che mi hanno dato i cittadini».

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies