«L’unicità di Firenze è aver messo l’uomo al centro di ogni cosa». Stefano Massini parte dall’Umanesimo e dal David di Michelangelo per raccontare la città. Il direttore artistico del Teatro della Toscana ne ha parlato sul palco della Pergola, intervistato dal caporedattore di Repubblica Firenze Fabio Galati durante Repubblica Insieme.
Per Massini, il David è l’immagine dell’essere umano che affronta un gigante con le proprie forze. Oggi, sostiene, è proprio l’uomo a rischiare di diventare «l’elemento debole» in un mondo che chiede produttività immediata. Il drammaturgo ha espresso preoccupazione per gli effetti dell’intelligenza artificiale sul lavoro, raccontando il caso di un’operaia alla quale l’azienda aveva smesso di offrire corsi di formazione mentre le macchine venivano aggiornate sempre più rapidamente.
Il teatro, nella sua riflessione, conserva invece uno spazio insostituibile per la presenza umana. Sul palco contano le emozioni e anche le imperfezioni di chi recita: qualità che Massini considera parte della forza dell’arte. È da questa idea che nasce il nuovo progetto dedicato ai ragazzi. A novembre, nell’ambito di Liberamente – Scuola popolare di scrittura, partirà il Manuale di educazione sentimentale per gli studenti delle scuole secondarie.
«Voglio riempire il teatro di giovani», ha detto Massini. Gli incontri, ha spiegato, saranno soprattutto un’occasione per dare un nome alle emozioni e comprendere meglio i propri bisogni. Tra i temi ci sarà la paura, che il drammaturgo vede sempre più presente nella vita quotidiana e nel dibattito pubblico: un motivo in più, secondo lui, per tornare a parlarsi di persona e a riconoscere ciò che si prova.