Si riaccende il confronto sull’ex Convitto della Calza. Francesco Torrigiani, portavoce di Salviamo Firenze, racconta di aver chiesto domenica di mangiare nel bistrot pur non essendo ospite della struttura e di aver ricevuto una risposta positiva. Il giorno successivo, riferisce il Corriere Fiorentino, anche a un suo cronista è stato detto «certamente» dopo aver precisato di non essere cliente né della spa né della foresteria.
La questione riguarda la destinazione d’uso del complesso: secondo il Comune, la somministrazione di cibo deve essere accessoria all’attività principale del centro benessere e non aperta al pubblico generico. Palazzo Vecchio aveva già contestato questa modalità di gestione e sanzionato la struttura per presunte violazioni delle disposizioni urbanistiche. «Ma Palazzo Vecchio non aveva promesso il pugno duro?», chiede Torrigiani.
Per le camere, intanto, il sito e il personale della struttura precisano che il soggiorno comprende necessariamente l’accesso alla spa. Domus Rex, proprietaria dell’ex Convitto, ha contestato in passato al Comune una disparità di trattamento rispetto ad altre strutture cittadine.
Condividi
Attiva i cookies













