Sul futuro della rsa Le Civette di Firenze "chiediamo alla sindaca Funaro di chiarire se il Comune abbia realmente condiviso con l'Asl la scelta di trasferire gli ospiti e destinare la struttura ad altri servizi", perché il quadro illustrato dal dg dell'Asl Toscana centro Valerio Mari "è piuttosto diverso da quello rappresentato in Palazzo Vecchio". Cosìa Fratelli d'Italia in una nota congiunta firmata dal consigliere regionale Jacopo Cellai, dai consiglieri comunali Angela Sirello, Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo e da quelli del Quartiere 2, Simone Sollazzo, Chiara Galanti e Gian Luca Castoldi.
"È necessario capire quale sia la posizione dell'amministrazione comunale e se intenda realmente battersi per il mantenimento e il potenziamento della rsa. Ed è altrettanto opportuno sentire la voce della Regione e sapere se l'assessore Monni confermi o meno quanto dichiarato dal direttore Mari".
Il dg dell'Asl Toscana centro Valerio Mari ha parlato oggi nel corso dell'audizione in terza commissione del Consiglio regionale: "Ha spiegato - riferisce Fdi - che gli interventi che dovevano iniziare nel 2023 hanno messo in luce criticità più rilevanti del previsto e che la certificazione di agibilità poteva sussistere solo per una struttura per 20 posti al massimo". E, si sottolinea da Fdi, "ha parlato di una struttura totalmente diseconomica e della scelta condivisa con il Comune di impiegare la palazzina per nuovi servizi e trasferire i 19 pazienti oggi presenti facendo presente di non avere a disposizione risorse per garantire l'agibilità per una rsa con capienza superiore".
"È necessario capire quale sia la posizione dell'amministrazione comunale e se intenda realmente battersi per il mantenimento e il potenziamento della rsa. Ed è altrettanto opportuno sentire la voce della Regione e sapere se l'assessore Monni confermi o meno quanto dichiarato dal direttore Mari".
Il dg dell'Asl Toscana centro Valerio Mari ha parlato oggi nel corso dell'audizione in terza commissione del Consiglio regionale: "Ha spiegato - riferisce Fdi - che gli interventi che dovevano iniziare nel 2023 hanno messo in luce criticità più rilevanti del previsto e che la certificazione di agibilità poteva sussistere solo per una struttura per 20 posti al massimo". E, si sottolinea da Fdi, "ha parlato di una struttura totalmente diseconomica e della scelta condivisa con il Comune di impiegare la palazzina per nuovi servizi e trasferire i 19 pazienti oggi presenti facendo presente di non avere a disposizione risorse per garantire l'agibilità per una rsa con capienza superiore".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













